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La caduta della Turchia è inarrestabile

© AP Photo / Emrah GurelBandiera della Turchia
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Secondo lo Hurriyet Daily, le autorità turche, a causa delle loro ambizioni neoimperiali e dei loro calcoli strategici, stanno sempre più affondando nel caos il paese. Ankara vede i vicini regionali come nemici, e i suoi alleati occidentali gli voltano le spalle.

La Turchia continua a precipitare nel baratro, malgrado ancora alcuni anni fa, nella stampa estera, apparivano titoli come "La Turchia cresce", e le personalità statali e gli esperti USA e UE definivano le autorità turche "moderne, democratiche, orientate alle riforme, musulmane pro europa", ha scritto il cronista dello Hurriyet Daily Burak Bekdil.

Prima l'Occidente credeva che la Turchia potesse diventare uno stato modello per i paesi musulmani meno democratici del Medio Oriente. Ciononostante adesso è chiaro che tutto sta in un altro modo. Adesso i turchi dovranno pagare l'alto prezzo delle ambizioni revisionistiche e l'errato pensiero strategico dei propri leader — scrive Burak Bekdil nell'articolo per il centro di ricerca Gatestone Institute (USA).

La confusione regna nella politica interna turca. In sette mesi, oltre 170 persone morte in attentati terroristici in diverse città del paese, non contando il centinaio di persone uccise negli scontri tra le forze armate turche e i curdi.

"Al di là dei suoi confini la Turchia galleggia in un mare di caos. Il paese diventa sempre più un pericolo indiretto per la guerra contro gli sciiti e il governo di Damasco, Baghdad e Teheran, e pure contro la Russia, che li sostiene. Inoltre per la Turchia, con le sue ambizioni neo-imperiali, Libano, Libia, Israele ed Egitto sono paesi nemici", dice l'articolo.

I giocatori in azione nel teatro siriano, tra cui la Turchia, "cercando di afferrare un grosso pezzo di una piccola torta". Le ambizioni confessionali di Ankara non sono un segreto per nessuno, così come le ambizioni dell'Iran, scrive Burak Bekdil.

Dal punto di vista del cronista, la preoccupazione è prodotta dal fatto che la Russia, con la quale i rapporti di Ankara si sono guastati, potrebbe "circondare" la Turchia dalla parte della Siria, della Crimea e dell'Armenia. Sullo sfondo della dislocazione degli armamenti russi in Siria, la Turchia "guarda impotente". Ed i suoi alleati della NARO hanno dimostrato estrema freddezza riguardo la sua assistenza in caso di un conflitto con la Russia, nota l'autore.

Affinché in Medio Oriente si stabilisca la pace, è necessario rispondere ad alcune domande. Tra le quali: si renderanno conto un giorno gli islamisti turchi che le loro ambizioni neo-imperiali sono sproporzionate rispetto alle loro forze e alla loro influenza nella regione? Potranno un giorno i sunniti frenare la loro brama di espansione religiosa? Potranno un giorno i sunniti arrestare autonomamente la radicalizzazione senza l'intervento di paesi non musulmani? Secondo l'autore dell'articolo, la risposta a queste domande è negativa.

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