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I Paesi del Mediterraneo sostengono il processo di pace in Siria

© REUTERS / SANA/Handout via Reuters Attentato Homs, Siria
Attentato Homs, Siria - Sputnik Italia
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Tutte le parti interessate alla pace devono sostenere gli sforzi diplomatici per una soluzione politica della crisi attraverso il processo di Vienna e i negoziati sotto l'egida delle Nazioni Unite a Ginevra, si legge in un comunicato congiunto dei ministri degli Esteri del gruppo dei Paesi del Mediterraneo.

I ministri degli Esteri del gruppo dei Paesi del Mediterraneo membri della UE (Med Group) hanno sostenuto il processo politico-diplomatico in Siria, hanno invitato l'Unione Europea a partecipare attivamente nella risoluzione del conflitto ed hanno chiesto un'azione comune nella risoluzione della crisi migratoria.

La terza riunione informale del gruppo è avvenuta a Cipro tra il 25 e 26 febbraio; hanno preso parte i ministri degli Esteri di Cipro, Grecia, Italia, Malta, Portogallo e Spagna, così come il vice ministro degli Esteri della Francia.

"I ministri hanno sottolineato, in particolare, che non ci può essere una soluzione militare al conflitto in Siria. La comunità internazionale e tutte le parti interessate alla pace dovrebbero sostenere gli sforzi diplomatici per una soluzione politica della crisi attraverso il processo di Vienna e i negoziati sotto l'egida delle Nazioni Unite a Ginevra ed astenersi da qualsiasi azione, in particolare di carattere militare, che potrebbe far deragliare questi sforzi", — si legge nel comunicato dopo la riunione.

La soluzione politica della crisi deve tenere conto dei legittimi interessi del popolo siriano, hanno sottolineato i ministri. Allo stesso tempo i capi delle diplomazie dei Paesi del Mediterraneo ritengono che "non ci possa essere una pace duratura con l'attuale leadership siriana".

La UE deve prendere parte direttamente ed attivamente nella risoluzione del conflitto in Siria, dato l'impatto della crisi a Bruxelles e nei Paesi membri, si legge nel comunicato.

I Paesi UE del Mediterraneo hanno anche sottolineato l'importanza delle elezioni presidenziali in Libia in conformità con il processo costituzionale e l'esistenza di un governo autorevole.

"Il governo di unità nazionale potrebbe essere un partner importante per affrontare con efficacia le minacce e le sfide in Libia, tra cui il terrorismo, soprattutto in vista della crescente presenza del Daesh e delle altre organizzazioni fondamentaliste," — si afferma nel comunicato.

I ministri hanno riaffermato che l'immigrazione rimane una prova seria per l'unità e la capacità dell'Unione Europea di rispondere alle sfide internazionali in conformità con i principi fondamentali della UE e le disposizioni del diritto internazionale.

"Le azioni unilaterali degli Stati membri non possono rappresentare la soluzione a questa crisi, che richiede un approccio coerente e sistematico a livello europeo", — è scritto nel comunicato.

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