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Nuova corsa agli armamenti, gli Stati Uniti riforniscono Croazia e Iraq

© flickr.com / Michigan National GuardObice d'artiglieria USA "Paladin M109A6"
Obice d'artiglieria USA Paladin M109A6 - Sputnik Italia
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Il Pentagono ha dato il via libera alla vendita di mezzi tattici leggeri di terra a Baghdad e di elicotteri da combattimento a Zagabria. Sebbene le operazioni non siano direttamente collegate e rientrino in scenari operativi differenti, mettono in evidenza la strategia di controllo internazionale attuata dai policy makers a Stelle e Strisce.

Formalmente gli Stati Uniti hanno fornito alla settima divisione dell'esercito iracheno — di stanza nella base aerea di al Asad (sita nella provincia occidentale di al Anbar) —, veicoli tattici leggeri di media grandezza (Lmtv), al fine di proseguire il percorso di formazione e addestramento delle forze armate dell'ex Raìs e, soprattutto, in chiave anti Daesh (o Is).

I miliziani di Abu Bakr al-Baghdadi controllano ancora parti del territorio di Baghdad e i timori per ulteriori sortite, se non per vere e proprio nuove conquiste, sono ancora alti. Tali almeno da indurre il Pentagono, che guida la coalizione presente in Iraq, ad accelerare il riarmo delle forze armate locali.

L'arrivo dei mezzi tattici leggeri made in Usa in Iraq ha anticipato, di qualche ora, la vendita degli elicotteri da combattimento Oh-58D Kiowa a Zagabria. I sedici mezzi militari, che in ambito civile verrebbero definiti come "usato garantito", avranno il compito di dare nuovo lustro alle forze armate croate.

"Questi velivoli — ha affermato il generale Drago Lovrich, Capo di Stato maggiore di Zagabria — sono elicotteri leggeri da ricognizione e combattimento, utilizzabili anche in operazioni di ricerca e soccorso e, soprattutto, per la protezione delle frontiere".

Il riarmo della Croazia (proprio poche settimane fa, il paese guidato dalla Presidente Kolinda Grabar Kitarovic, ha acquistato missili balistici) è passato tutt'altro che inosservato nella regione, facendo crescere la tensione nella sempre rovente area balcanica (soprattutto la Serbia ha si è dichiarata preoccupata per quanto sta accadendo) anche a causa delle posizioni assunte di recente da Montenegro e Macedonia (entrati da poco nell'orbita della Nato). La regia statunitense, in tali operazioni, sembra chiara così come la volontà di Washington di irrobustire quanto più possibile i rapporti con i nuovi sodali.

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