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Tutto regolare tra Italia e Arabia Saudita

© AFP 2021 / FAYEZ NURELDINEMembers of Saudi Special Forces
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Amnesty International avanza dubbi sugli accordi commerciali di fornitura di armi tra Italia e Arabia Saudita.

Secondo Amnesty International, riporta l'agenzia di stampa Agi, c'è "preoccupazione" per il modo in cui l'Italia ha gestito la questione dell'esportazione di armi.

Nel corso del 2015 e all'inizio del 2016, ricorda il rapporto dell'organizzazione, "sono stati trasferiti bombe e sistemi militari dall'Italia all'Arabia Saudita, attualmente impegnata in un'azione militare in Yemen, nel quadro di un conflitto caratterizzato da attacchi indiscriminati contro le infrastrutture civili (a cominciare dalle strutture sanitarie e dalle scuole)".

Il governo di Riad, rileva Amnesty, "è responsabile di gravi violazioni dei diritti umani, circostanza che dovrebbe da sola comportare — secondo una legge italiana, la n.185 del 1990 — il divieto di "esportazione e transito di materiali di armamento".

Ma per l'esecutivo italiano, riferisce il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, "è tutto regolare".

Il rapporto di Amnesty International è un chiaro segnale che tra gli osservatori internazionali aumentano le perplessità sull'alleanza tra l'Occidente e l'Arabia Saudita, che dietro il sipario dorato dei petrodollari, mostra al suo interno una gestione sprezzante dei più elementari diritti umani, quando addirittura crudele.

Ma le perplessità si vincono facilmente con i petrodollari, anche all'interno di scenari attraversati da venti di guerra sempre più allarmanti.

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