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Migranti, Renzi: Taglio fondi a Stati non solidali

© AP PhotoItalian Premier Matteo Renzi
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L'affondo del premier italiano alla cena dei 28 di ieri sera: O siamo solidali nel dare come nel prendere, oppure smettiamo di essere solidali noi paesi contributori.

Fiducioso ma meno ottimista. E' questo lo stato d'animo esternato da Matteo Renzi alla stampa presente a Bruxelles al termine della prima giornata di Consiglio Europeo. Il premier italiano, che non ha nascosto la propria preoccupazione per i passi indietro che a suo dire il summit ha registrato sul dialogo tra UE e Cameron, ha parlato di passi avanti sulla questione della gestione dei flussi e dell'accoglienza dei richiedenti asilo.

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Gentiloni: Non sacrificare Schengen sull'altare di Dublino
Arrivando al vertice ieri mattina Renzi aveva confermato una volta di più la sua idea sul fallimento delle regola di Dublino e la necessità di riscrivere un patto comune a livello europeo. Nel corso della lunghissima cena di lavoro di ieri ha fatto di più, attaccando senza mezzi termini la doppia morale si alcuni Stati membri.

"Cari amici basta con le prese in giro. Da un anno vi diciamo che questo problema riguarda tutti. Mettiamola così: la solidarietà non può essere solo nel prendere. Inizia adesso la fase della programmazione dei fondi 2020. O siete solidali nel dare e nel prendere. Oppure smettiamo di essere solidali noi paesi contributori. E poi vediamo".

Questo l'affondo del premier italiano, pare molto apprezzato dai leader dei Paesi fondatori, rivolto agli Stati del blocco dell'est ed alle loro posizioni di intransigenza sui meccanismi di accoglienza e relocation dei profughi previste dall'UE.

Sulla decisione austriaca di chiudere i valichi e introdurre limiti quotidiani all'accesso di richiedenti nel Paese, Renzi ha replicato esprimendo grande perplessità.

"Mi rendo conto che la situazione in Austria è comprensibilmente molto difficile, c'è un problema — ha detto Renzi — ma non possiamo chiudere il Brennero che è uno dei passaggi simbolici dell'Europa". 

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