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Kosovo, opposizione interrompe sessione del Parlamento con gas lacrimogeni

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Il blocco dei lavori parlamentari procede da oltre tre mesi in segno di protesta dopo gli accordi strategici siglati dal governo di Mustafa con Serbia e Montenegro.

I nazionalisti chiedono le dimissioni dell'Esecutivo ma il premier ha già dichiarato di voler andare avanti fino al 2018. Sul piatto della bilancia dell'emiciclo di Pristina anche l'elezione del prossimo Capo dello Stato.    

La prima convocazione del 2016 per i deputati kosovari parte subito in salita. L'opposizione compatta ha più volte bloccato la discussione in aula usando anche gas lacirmogeni e uova. La sessione è stata inzialemente interrotta — come riporatato dai media locali — nel momento in cui il presidente del Parlamento, Kadri Veseli, stava leggendo una dichiarazione sulla condanna in contumacia di otto ex combattenti dell'Esercito di liberazione del Kosovo emessa dal Tribunale serbo di Nish. L'assemblea ha poi approvato con 79 voti a favore un documento di condanna verso la decisione dei giudici.

"La gente ha voltato le spalle al regime e il governo si deve dimettere e rispondere alla loro volontà", ha dichiarato all'avvio dei lavori il leader del partito dell'Autodeterminazione, Visar Ymeri, come riferito da Afp.

Centinaia di cittadini sostenitori dell'opposizione hanno protestato davanti al Parlamento scandendo slogan contro il Governo a poco più di tre giorni dalla marcia pacifica di Pristina in cui i manifestanti, nel giorno dell'ottavo anniversario dell'indipendenza del Kosovo, hanno chiesto le dimissioni del Governo e nuove elezioni. Il premier Isa Mustafa e il ministro degli Esteri, Hashim Thaci, in lizza per essere eletto Presidente della Repubblica entro febbraio, avevano invitato le opposizioni a riprendere il dialogo politico all'interno delle istituzioni. Il primo ministro ha spiegato che questo tipo di ostruzionismo parlamentare costituisce un freno a quei processi in atto di integrazione europea del Paese.

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Lo scontro politico è dovuto all'accordo realizzato dal Governo con Belgrado per la creazione della nuova Associazione delle comunità serbe in territorio kosovaro e all'intesa con il Montenegro sulla demarcazione della frontiera tra i due paesi. Processi dannosi per l'integrità nazionale e l'autonomia del popolo kosovaro da interessi esterni che, secondo il fronte dell'opposizione, non hanno prodotto alcun progresso sul piano economico e sociale. Al momento sono ancora in corso i negoziati tra Pristina e Bruxelles circa l'Accordo di Stabilizzazione e Associazione (ASA): prerequisito fondamentale per la candidatura ufficiale del Kosovo ad aderire all'Unione Europea.

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