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Grecia responsabile della crisi migratoria europea

© AP Photo / Santi PalaciosPoliziotto tra migranti in Grecia al confine con la Macedonia
Poliziotto tra migranti in Grecia al confine con la Macedonia - Sputnik Italia
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Il Consiglio d’Europa lancia un ultimatum alla Grecia: tre mesi per riportare l’ordine alle frontiere o i benefici del trattato di Schengen saranno riesaminati.

In Europa arrivano più profughi di quanto possono accoglierne i paesi prosperi. La responsabilità di questo è stata data alla Grecia: il Consiglio d'Europa ha deciso che se la Grecia non ristabilirà l'ordine sulle sue frontiere, i principi della zona Schengen saranno riesaminati. Sono stati dati tre mesi per la risoluzione, che include, in tutto, più di 50 raccomandazioni per il rafforzamento del regime di immigrazione.

La Grecia è uno dei paesi attraverso cui passa il flusso di migranti diretti in Europa: lo scorso anno sono arrivati la oltre 850 mila persone, e 80 mila nei primi mesi del 2016 dalla parte della Turchia. Tra queste migliaia di profughi, che già si trovano sul territorio di altri paesi europei, non hanno ricevuto l'accoglienza desiderata: i centri d'accoglienza non riescono a soddisfare l'enorme richiesta.

"Nessuno sa quali decisioni saranno prese, non esiste un unico centro di gestione della crisi dei migranti" ha detto a Sputnik l'editore del quotidiano "Corriere d'Atene" Fedor Ignatiadis.

«Quattro paesi — Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria — e quelli della coalizione di governo in Germania sono a favore della chiusura del confine greco, ma come ha confermato il portavoce ufficiale della Merkel, l'esclusione della Grecia da Schengen condurrebbe immediatamente al crollo dell'intera area Schengen. È difficile isolare un partecipante. Per lo stesso motivo la Grecia non è stata espulsa dalla zona euro ed è lo stesso per Schengen. Penso che nessuno farà questo passo.»

La Grecia vuole trasformarsi in un enorme campo profughi, secondo l'editore greco. «La politica di Bruxelles 'è chiaro che vuole guadagnare tempo. Ma l'Europa deve capire che i profughi non saranno 200 mila, ne 500 mila, ma qualche milione, ed è necessario per risolvere il problema sul nascere. Ora la Turchia fa pressioni sull'Europa, prima ha chiesto 3 miliardi; poi le sono stati dati 5 miliardi. L'Europa è assolutamente impotente. La politica centrale a Bruxelles non c'è, l'Europa orientale ha apertamente protestato contro la pressione di Berlino. In che modo fermare tutto questo? Non si sa» dice perplesso Ignatiadis.

Nel mese di maggio, i paesi Schengen saranno tenuti ad abolire i controlli alle frontiere interne, ma la situazione con i profughi in quel momento potrebbe difficilmente essere risolta. E se la Grecia non rafforzerà il suo regime di immigrazione (cosa improbabile) i controlli alle frontiere tra i paesi Schengen continueranno per almeno due anni. Resisterà Schengen o la libertà di movimento resterà solo sulla carta?

 

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