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Erdogan nel conflitto siriano ha fatto un buco nell’acqua

© AP Photo / Francois MoriRecep Tayyip Erdogan
Recep Tayyip Erdogan - Sputnik Italia
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Gli ultimi eventi in Siria sono stati fatali per la politica mediorientale del presidente turco Recep Erdogan, mandando a monte tutti i suoi piani e mettendo discordia tra lui e i suoi alleati.

Puntando sul rovesciamento di Assad e sperando nel supporto costante degli USA, il presidente della Turchia Recep Erdogan non ha considerato che la situazione può cambiare radicalmente e voltarglisi contro. Lo ha evidenziato l'americano Public Radio International.

Da molto tempo il piano di Washington consiste nel fatto che per ottenere senza fallo il rovesciamento di Assad in qualsiasi maniera, bisogna dare appoggio ai ribelli oppure un aumento costante della pressione nell'ambito delle trattative dell'ONU. Cionondimeno, questo piano è adesso incerto, principalmente dopo il considerevole sfondamento ad Aleppo nella scorsa settimana, compiuto dall'esercito governativo con il supporto dell'Aeronautica militare russa.

Erdogan vuole che gli USA prendano una dura posizione per la Siria, che fermino l'operazione russa e che gli insorti di Aleppo non si arrendano definitivamente — crede Josh Landis, direttore del Centro di ricerche mediorientali della Oklahoma University.

«La Turchia sente che gli USA e l'Europa si sono allontanati da lei, e alla fine per colpa della sua politica miope nel Medio Oriente ha fatto un buco nell'acqua». Washington appare "fuori gioco" in Siria, ciò consentirà alla Russia di svolgere un ruolo chiave nel conflitto e, infine, di creare nella regione particolari vantaggi la sua situazione — ha detto Landis.

"La Turchia è imbestialita perché aveva riposto grandi speranze sui ribelli siriani. Era sicura che gli USA l'avrebbero supportata nel tentativo di rovesciare Assad. Ma adesso pare che il presidente siriano sarà in grado di riconquistare il paese e di stabilire la sua autorità".

In questo caso, i curdi siriani, che disturbano principalmente Erdogan, riceveranno il protettore a Damasco e guadagneranno un grado significativo di autonomia, che metterebbe il regime del Presidente della Turchia in pericolo — conclude l'analista.

 

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