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“Politico”: dalla Turchia a mani vuote

© AFP 2021 / TOBIAS SCHWARZAhmet Davutoglu e Angela Merkel
Ahmet Davutoglu e Angela Merkel - Sputnik Italia
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Per il cancellietre tedesco le trattative con le autorità turche sono una inutile perdita di tempo, evidenzia il quotidiano “Politico”. Ankara chiede più denaro per arginare il flusso di profughi, non offrendo nulla in cambio.

Secondo il quotidiano "Politico", ad Ankara sembrano insufficienti tre miliardi di euro, che gli spettano per la realizzazione del piano in comune con l'Unione Europea per arginare il flusso di profughi dalla Siria, e adesso la strategia anticrisi di Merkel si trova sotto minaccia.

La Turchia, rifugio per una gran quantità di profughi siriani, si trova al centro della strategia della Merkel per la risoluzione della crisi migratoria. A novembre dello scorso anno l'Unione Europea ha concordato con Ankara il piano d'azione, nel quale, tra l'altro, rientrano le azioni per migliorare le condizioni dei profughi in Turchia, che dovrebbero spronarli a non proseguire per l'Europa. Nella realizzazione del piano sono sorti attriti: l'attuazione degli accordi ha trovato difficoltà nelle irregolari dispute finaziarie e l'inadempienza di una parte degli impegni presi dalla Turchia.

"Merkel ha cercato disperatamente di trovare presto una soluzione alla crisi, respingendo gli attacchi dei populisti tedeschi" scrive il Politico.

Ha avuto luogo lunedi l'incontro tra Angela Merkel e Recep Erdogan, già il sesto da ottobre, a causa del quale i media tedeschi ha iniziato a prendere in giro il cancelliere: Merkel incontra più spesso i ministri turchi che quelli tedeschi. La pubblicazione sottolinea che la quantità non supera la qualità: ne Erdogan, ne il primo ministro Ahmet Davutoğlu in sostanza non hanno offerto nulla. Ad esempio, Ankara ha accettato di cooperare con le organizzazioni di volontariato tedesche per assistere i rifugiati e ha dato l'assenso a coordinare le attività della propria polizia con i loro colleghi tedeschi per combattere i traghettatori illegali dei migranti. Merkel e Davutoglu hanno ricordato nel colloquio anche la NATO: le forze dell'Alleanza saranno utilizzate per pattugliare le frontiere marittime della Turchia con la Grecia, ma questo progetto è ancora in fase di discussione, aggiunge il Politico.

Qualunque sia l'importanza di questi passaggi, non è quello che si aspetta Berlino. Gli oppositori politici Merkel hanno definito questo viaggio una perdita di tempo.

"I frequenti viaggi ad Ankara non sostituiranno il programma anti-crisi del governo, che ancora non c'è" ha detto il vice presidente del Parlamento europeo Alexander Graf Lambsdorff, commentando la situazione. Merkel è stata anche accusata di essere indulgente con la Turchia, "il regime responsabile della catastrofe", e che ha poco a che fare con i principi morali stabiliti nella politica tedesca.

Per quanto riguarda il denaro, la Turchia ha cominciato a fare pressione sulle autorità europee ancora prima di ricevere la prima tranche relativa ai contratti di novembre. La crescita degli appetiti di Ankara è motivata dal fatto che "hanno assunto un peso maggiore rispetto a qualsiasi altro paese della regione".

"Per prima cosa dobbiamo spendere questi soldi e solo dopo torneremo sulla questione" ha detto il cancelliere tedesco, rispondendo alla domanda se l'UE aumenterà il volume degli accordi di finanziamento con la Turchia. La risposta di Merkel indica che l'UE non ha praticamente alcuna scelta, riassume il Politico.

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