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La Germania ha perso un milione di posti di lavoro per le sanzioni UE vs Russia

© Sputnik . Sergey Guneev / Vai alla galleria fotograficaBandiere di Germania, Russia e UE
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Berlino non rende pubblici i danni economici a seguito delle sanzioni contro la Russia, ciononostante molte aziende tedesche sono state costrette a dichiarare la bancarotta per la politica di sanzioni della Germania, ha dichiarato il leader del partito tedesco “Unità” (Einheit).

La Germania ha perso per l'imposizione delle sanzioni contro la Russia più di un milione di posti di lavoro, ha affermato il leader del partito "Unità" (Einheit) Dimitri Rempel.

Rempel si è recato in visita in Crimea per discutere di cooperazione nel settore del turismo, dello sport e della diplomazia. Il leader del partito dei tedeschi russofoni con i suoi collaboratori ha incontrato le autorità e i rappresentanti della comunità nazional-culturale tedesca della penisola. Ha riferito di aver illustrato alle autorità della Crimea diverse interessanti proposte nel campo del business.

"Riguardo le sanzioni contro la Federazione Russa, solo la Germania ha perso oltre un milione di posti di lavoro. Purtroppo questa cifra non è mai stata resa pubblica, anche se un gran numero di imprese è stato costretto a dichiarare la bancarotta ed ha chiuso oppure si è riorganizzato ed ha delocalizzato in altri Paesi, aggravando ulteriormente il bilancio della perdità di posti di lavoro e dei danni finanziari,"- ha detto Rempel in diretta alla radio della penisola "Rossiya Segodnya".

Secondo il politico, la posizione dei governi europei e di Bruxelles sulle sanzioni contro la Russia non è condivisa dai cittadini comuni e dai rappresentanti delle imprese.

"Il business tedesco segue attivamente e con grande interesse quello che sta accadendo in Crimea. Purtroppo non tutti possono o vogliono venire qui per vari motivi, anche per paura di essere ostacolati o per la minaccia di perdere le commesse che hanno," — ha detto Rempel.

Ha osservato che di particolare interesse per le imprese è il settore turistico della Crimea, dal momento che la Turchia, l'Egitto e la Tunisia sono diventate regioni instabili in termini di sicurezza.

Le relazioni tra la Russia e l'Occidente sono peggiorate per la situazione in Ucraina. L'Unione Europea e gli Stati Uniti hanno imposto a metà del 2014 sanzioni settoriali contro l'economia russa. In risposta Mosca ha limitato l'importazione dei prodotti alimentari provenienti dai Paesi che hanno sostenuto le sanzioni: USA, Paesi membri della UE, Canada, Australia e Norvegia.

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