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Rio 2016, la scalata al pan di Zucchero parte dal Cremlino e passa per l'Italia

© Sputnik . Aleksandr UtkinRio de Janeiro
Rio de Janeiro - Sputnik Italia
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Nel 1980 Mosca si rifiutò di organizzare le Paralimpiadi e le autorità sovietiche motivarono la scelta dicendo "In URSS non ci sono invalidi". Oggi è il presidente Putin in persona, nella Sala delle Feste del Cremlino ad aprire le celebrazioni dei 20 anni dalla fondazione del Comitato Paralimpico Russo, a pochi mesi dai Giochi di Rio de Janeiro.

La prima squadra russa venne messa in piedi nel 1996 in fretta e furia per partecipare alle Paralimpiadi di Atlanta, in America, e si classificò al sedicesimo posto. Nel 2007 un decreto del presidente Putin equiparò gli sportivi olimpici a quelli paralimpici. Oggi a pochi mesi dalle Olimpiadi di Rio i giochi sembrano essersi ribaltati. Olimpionici del calibro di Elena Isinbayeva non sanno se potranno gareggiare per via delle conseguenze dello scandalo doping nell'atletica, mentre la cerimonia di consegna dei premi annuali agli sportivi paralimpici è trasmessa in diretta tv. In platea, siede in prima fila il presidente del Comitato Paralimpico Internazionale sir Philipp Craven, che ringrazia la Russia per l'impulso dato all'intero movimento mondiale.


Video: Il presidente Putin si congratula con gli atleti paralimpici russi (Leggi il Testo)


Tra i 300 invitati alla serata di gala, ci siamo anche noi di Sputnik Italia, seduti al tavolo dedicato alla scherma, la disciplina che da dieci anni unisce Italia e Russia, come ci racconta in questa intervista Elena Belkina, responsabile tecnico della Federazione Russa di scherma Paralimpica.

Lo sport paralimpico russo compie 20 anni, ma la vostra storia è iniziata dall'Italia, vero?

© SputnikElena Belkina con la fiaccola delle Paralimpiadi di Sochi 2014
Elena Belkina con la fiaccola delle Paralimpiadi di Sochi 2014 - Sputnik Italia
Elena Belkina con la fiaccola delle Paralimpiadi di Sochi 2014

Per noi tutto iniziò nel 2006 proprio in Italia, ai campionati del mondo di Torino del 2006, i primi a svolgersi in contemporanea per normodotati e diversamente abili. Allora avevamo appena fondato la nostra federazione e non sapevamo come muoverci. Ad esempio volevamo fare dell'attività giovanile, ma non c'erano gare e non riuscivamo a capire se non c'erano gare perché non c'erano ragazzi disabili che vi partecipavano o viceversa. Sembrava un gatto che si morde la coda. Iniziammo a chiedere ai nostri colleghi europei come fare e ci diede un grande aiuto Giovanni Sponza di Bassano del Grappa. A Torino organizzamo un campo-scuola in cui di mattina i bambini disabili e normodotati si allenavano insieme e di pomeriggio andavano a vedere le gare. I nostri ragazzi erano al settimo cielo. Si creò un atmosfera straordinaria, di piena allegria. Nel 2011 a Roma organizzammo grazie a Andrea Giovannini i primi campionati europei giovanili. I nostri amici italiani per la prima volta fecero apprezzare ai ragazzi in carrozzina come si può passare il tempo divertendosi. Andammo tutti insieme a un concerto. I genitori avevano le lacrime agli occhi, mi dicevano "non ci posso credere, il mio bambino balla!"

Il filo continua ancora e la strada per Rio passa di nuovo dall'Italia, vero?

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Si perché proprio a maggio e di nuovo a Torino si terranno i campionati europei di scherma paralimpica, che varranno la qualificazione diretta alle Paralimpiadi di Rio. Sarà uno spettacolo puro, perché solo i vincitori otterranno la qualificazione. Quattro anni di preparazione si giocheranno in pochi giorni ed è bello che tutto avverrà in Italia. Voi magari non ve ne rendete conto, ma avete la scherma nel sangue. La vostra tradizione parla da sola. Solo in Italia il pubblico si rende conto a volte prima dei giudici che il punto è andato a segno e applaude un attimo prima che venga dato l'annuncio.  

In Italia la giovane campionessa di scherma paralimpica Beatrice Vio ha condotto una puntata della Domenica Sportiva in diretta tv, i vostri ragazzi come si fanno conoscere?

Le medaglie sono importanti, ma la cosa più importante è la vita oltre lo sport. I nostri ragazzi e ragazze sono completamente adattati, guidano, studiano, si laureano. Ogni anno dedichiamo una settimana alle lezioni di prova negli ospedali per la riabilitazione dei bambini con traumi all'apparato motorio. I nostri campioni vanno da loro e tirano insieme con delle armi di plastica, ma con l'armatura e la maschera come i veri schermitori. I ragazzi sviluppano subito il desiderio di colpire l'obiettivo, che è il petto dell'avversario e non vogliono più smettere. Grazie allo sport diventano autonomi e pienamente adattati alla vita. Tutti coltivano le proprie passioni, abbiamo chi scrive, chi disegna, chi parla le lingue e abbiamo anche una top-model, Lyudmila Vasil'yeva pluricampionessa e miss Russia in carrozzina.

© SputnikParalimpiadi di Londra 2012, un duello di scherma
Paralimpiadi di Londra 2012, un duello di scherma - Sputnik Italia
Paralimpiadi di Londra 2012, un duello di scherma

Nel 1980 Mosca non ospitò le Paralimpiadi, oggi invece siete quasi di casa al Cremlino e questo la dice lunga sulla popolarità che avete raggiunto.

La popolarità dello sport paralimpico in Russia è colossale e basta vedere dove siamo. La festa per i vent'anni del Comitato Paralimpico russo è ospitata nella sala più bella del paese, al Cremlino, alla presenza delle massime autorità. C'è il presidente Putin, il presidente del Comitato Paralimpico Internazionale Sir Philip Craven. Se penso che 10 anni fa non sapevo quale nome dare alla Federazione: quando dicevo "scherma in carrozzina" nessuno sapeva cosa voleva dire. Mentre oggi come Federazione di Scherma Paralimpica russa lavoriamo in sinergia con il mondo della medicina, con le università. Ci sono persone diversamente abili dalla nascita, che quando diventano atleti di livello sono pienamente coscienti della loro condizione ed altri che invece incontrano la disabilità da adulti, o magari al passaggio dall'adolescenza all'età adulta. Ragazzi di 16/20 anni che proprio quando iniziano a sentirsi indipendenti a vogliono spiccare il volo verso la loro vita fuori dalla famiglia rimangono vittime di incidenti o imprudenze che la vita gliela stravolgono completamente. Per tutti loro lo sport e la scherma sono un ottimo strumento riabilitativo che permette di prendere coscienza di sé ed esprime la propria personalità e le proprie abilità.

Nei prossimi mesi Sputnik Italia vi racconterà alcune dei ragazzi russi e italiani che si preparano ai Giochi Paralimpici di Rio de Janeiro, in programma dal 7 al 18 settembre 2016.

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