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Libia, il nuovo fronte

© Andrey Stenin / Vai alla galleria fotograficaCombattente in Libia
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Gli Stati maggiori italiani già da settimane sono al lavoro, a stretto contatto con Gran Bretagna, Francia e, soprattutto, con il Pentagono.

Dopo Iraq e Siria, Obama vuole aprire un terzo fronte nella lotta contro Daesh, in Libia.

Il New York Times palesa le proprie perplessità in prima pagina: "Questa significativa escalation viene pianificata senza un significativo dibattito al Congresso nel merito e sui rischi di una campagna militare che dovrebbe includere attacchi aerei e raid da parte dei soldati americani d'élite". Anche l'Italia è "pronta" a "fornire un contributo rilevante" alla coalizione militare che si prepara ad intervenire in Libia, assumendo "un ruolo-guida". Per il ministro degli affari Esteri, Paolo Gentiloni, "se dalle parti libiche non ci sarà alcuna possibilità di pervenire a un accordo politico, allora l'Italia ha il diritto e il dovere di difendersi e valutare come farlo".

Intanto, i margini sulla flessibilità concessi nella legge di stabilità 2016 sono stati in parte dirottati, per oltre 600 milioni, su un fondo speciale della Presidenza del Consiglio che possono essere utilizzati per ogni evenienza, tra cui le missioni internazionali ed eventuali nuovi impegni militari. Risorse che si aggiungono ai 930 milioni già stanziati nel fondo missioni internazionali".

Anche Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio alla Camera, in quota PD, è d'accordo: "Le risorse per un intervento in Libia ci sono". 

Gli Stati maggiori italiani già da settimane sono al lavoro, a stretto contatto con Gran Bretagna, Francia e, soprattutto, con il Pentagono. Un paio di settimane fa quattro caccia Amx dell'Aeronautica militare sono stati schierati all'aeroporto di Trapani Birgi per monitorare più da vicino la situazione mentre l'intelligence è al lavoro per creare un "ambiente sicuro". L'Italia dovrebbe fornire un apporto in primo luogo logistico, con la messa a disposizione delle basi aeree per i raid, il rifornimento in volo e l'attività di ricognizione dei caccia e degli aerei senza pilota 'Predator' (entrambi in grado di bombardare). 

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