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Gli spettri della Nato incombono sulla tragedia di Ustica

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Condannati il ministero della difesa e dei trasporti per omesso controllo del traffico aereo. Il disastro fu causato con "elevata probabilità" da un missile o da una "quasi collisione" con un altro velivolo intruso.

I rottami del DC-9 Itavia I-TIGI precipitato a Ustica - Sputnik Italia
Ustica, ministeri di trasporti e difesa dovranno risarcire i familiari delle vittime
Dopo 35 anni, i ministeri della difesa e dei trasporti italiani dovranno risarcire 12 milioni di euro a 31 familiari delle 81 vittime del disastro del Dc-9 Itavia, precipitato al largo di Ustica il 27 giugno 1980, per essere stati ritenuti responsabili per omesso controllo del traffico aereo.

La responsabilità per depistaggio, a carico dell'aviazione italiana, anche se accertata, è stata dichiarata prescritta.

Il tribunale civile di Palermo ha così deciso pronunciandosi, il 13 e il 19 gennaio, con tre distinte sentenze che si aggiungono a quelle già emesse nel capoluogo siciliano, alcune delle quali confermate anche in appello e in Cassazione.

Secondo i giudici della terza sezione civile, il disastro fu causato con "elevata probabilità" da un missile o da una "quasi collisione" con un altro velivolo intruso, perciò da un evento esterno alla carlinga dell'aereo.

Restano dunque confermate le conclusioni del 1999 del giudice Rosario Priore secondo cui il Dc-9 era stato abbattuto nel corso di una battaglia aerea tra diversi Paesi, tuttora da identificare. A Roma è aperta un'inchiesta per fare chiarezza sulla nazionalità dei caccia che quella notte, secondo la Nato, si trovavano troppo vicini al volo Itavia.

Proseguono anche le indagini giornalistiche sulla cosiddetta "pista francese". In un documentario dal titolo "Il disastro di Ustica: un errore francese?", che sarà trasmesso dall'emittente televisiva Canal Plus lunedì prossimo, il giornalista Emmanuel Ostian ricostruisce la tragedia scendendo in profondità sull'ipotesi più imbarazzante per Parigi, quella dell'abbattimento da parte di un missile lanciato da caccia francesi partiti dalla base di Solenzara, in Corsica, la più vicina al luogo dell'incidente. Parigi per anni ha sempre affermato che la base fosse "chiusa a partire dalle 17"ma la difesa si è rivelata falsa e gli autori del programma affondano il coltello nella piaga, intervistando ex militari dell'epoca che testimoniano come invece fino a tarda sera nella base militare ci fosse "un'intensa attività".

Nel documentario si dimostra che anche le autorità di Parigi hanno mentito negando che qualche portaerei francese fosse in mare, in quanto la "Foch" era in rada in Corsica pochi giorni prima per un'esercitazione. Più volte, nel documentario, vengono riproposte le immagini di Francesco Cossiga, presidente del consiglio in carica al momento dei fatti, che nel 2007 affermò che Parigi fu responsabile dell'abbattimento del DC9. In base a tale ricostruzione, aerei francesi, con l'intenzione di abbattere un Mig libico che seguiva da vicino il DC9, avrebbero lanciato per errore un missile contro l'aereo di linea italiano per "dare una lezione al nemico pubblico numero 1 dell'epoca, il colonnello Muammar Gheddafi".    

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