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Libia, l’Occidente discute mentre Daesh pericolosamente avanza

© REUTERS / Stringer/FilesA fighter of the Islamic State of Iraq and the Levant (ISIL) holds an ISIL flag and a weapon on a street in the city of Mosul, Iraq, in this June 23, 2014 file photo
A fighter of the Islamic State of Iraq and the Levant (ISIL) holds an ISIL flag and a weapon on a street in the city of Mosul, Iraq, in this June 23, 2014 file photo - Sputnik Italia
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Il neonato governo di unità nazionale non avrebbe la maggioranza parlamentare. Come si potrà legittimare un intervento militare?

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Daesh all'assalto del petrolio libico
A 400 chilometri dalle coste italiane, in Libia, le intelligence e le truppe speciali di Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Italia sarebbero già in azione per pianificare offensive militari contro Daesh, che avanza dalla Siria, per sfuggire ai raid aerei russi.

Nel frattempo, a Parigi, ieri le diplomazie di alcuni Paesi della coalizione anti-Isis — Francia, Australia, Paesi Bassi, Australia, Germania, Gran Bretagna, Italia e Stati Uniti — si sono riuniti alla ricerca di una soluzione politica.

A complicare il quadro è la fragilità del neonato governo Sarraj che rischia di non essere legittimato dai due terzi del Parlamento riunito a Tobruk. Dei 93 parlamentari che firmarono l'accordo in Marocco, il 17 dicembre scorso, molti hanno dato forfait, mentre nel nuovo esecutivo sarebbero presenti almeno 13 esponenti di Fajr Lybia, la coalizione di islamisti di Tripoli.

E senza la richiesta formale di aiuto militare del governo libico, verrebbe a mancare la cornice di legittimità di un intervento militare alleato. L'Italia infatti si dice disposta ad accettare un ruolo guida sulla sicurezza ma intende agire soltanto in base a richieste del governo libico e comunque non da sola.

Per questo, una delegazione italiana di "alto livello" è giunta oggi in Libia per incontrare il generale Khalifa Haftar, capo dell'esercito libico, che ha rifiutato di entrare nel governo di unità nazionale. A riferirlo è il quotidiano libico Alwasat che cita una fonte anonima della base Al Abraq, 18 chilometri a Est della città di Beida, dove è atterrato oggi l'aereo.    

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