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I passi successivi della Russia in Medio Oriente

© Sputnik . Alexei Druzhinin / Vai alla galleria fotograficaForze armate russe
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Le operazioni di Mosca sono orientate verso un ottimo risultato non solo negli obiettivi regionali ma anche globali. Lo ha scritto il National Interest. Già l’anno scorso la Russia è riuscita a risolvere due importanti problemi.

Lo scorso anno la campagna siriana ha chiamato Mosca a raggiungere due importanti obiettivi, scrive nel suo articolo per il National Interest Maxim Sukhov, ricercatore del Consiglio russo per gli affari internazionali e columnist di Al-Monitor.

In primo luogo, la Russia non può più essere considerata "isolata", perché costretta a collaborare con tutti i giocatori interessati. Alcuni di loro, come ad esempio l'opposizione siriana e dei paesi del Golfo, criticano pubblicamente Mosca, ma dietro le quinte continuano a condurre il dialogo. L'autore prevede che questa tendenza è destinata a continuare nel 2016.

In secondo luogo, Mosca ha fatto in modo che le élite occidentali modificassero la propria posizione per quanto riguarda il destino del presidente siriano. Il compito principale per l'Occidente non era il rovesciamento di Bashar al-Assad, ma la lotta contro il Daesh. "L'operazione militare in Siria ha confermato a Mosca il ruolo di leader nella campagna contro il Daesh. E 'diventato chiaro che sia dal punto di vista politico sia da quello operativo, collaborare con la Russia è molto più redditizio che ignorarla," sottolinea l'articolo.

Mosca calcola di trasferire il conflitto siriano nella sfera politica il più presto possibile, che è abbastanza difficile. Molto probabilmente, osserva l'analista, il Cremlino cercherà una soluzione politica in Siria, in cui avrà il diritto di voto alla pari con Washington, e saranno ascoltate le sue proposte.

La strategia russa potrebbe comportare rischi imprevisti, come il deterioramento delle relazioni tra Arabia Saudita e Iran. A questo proposito, l'autore ritiene che la Russia ricoprirà una posizione neutrale.

Sukhov prevede che le relazioni della Russia con la Turchia si aggraveranno ulteriormente. Proprio questa questione potrebbe diventare un ostacolo tra Mosca e gli Stati Uniti sulla strada della regolarizzazione siriana. Russia e Iran, secondo lui, resteranno "avversari forzati e pragmatici alleati." Inoltre, se Teheran, dopo la revoca delle sanzioni, condurrà una rigida strategia nel mercato energetico, è possibile che nei rapporti con Mosca "la rivalità sarà superiore all'amicizia."

Mosca tenterà di ripristinare le relazioni con l'Egitto, raffreddatesi dopo l'attacco terroristico ad un aereo passeggeri russo. L'Egitto rimane un importante partner regionale, il cui sostegno è necessario alla Russia per le sue iniziative nella regione.

L'autore evidenzia che la natura del conflitto in Medio Oriente è tale che la promozione e l'attuazione delle proposte russe è estremamente difficile.

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