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Perché gli USA accusano il Pakistan di favoreggiamento del terrorismo

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Pakistan e Afganistan “possono diventare il rifugio sicuro per i nuovi gruppi terroristici”. Lo ha dichiarato il presidente USA Barack Obama nel suo messaggio annuale al Congresso.

Il malcontento del presidente è stato suscitato dall'insoddisfazione, dal suo punto di vista, dei risultati delle lotte di Islamabad contro il jihadismo e il radicalismo islamico. Però il Pakistan, che rappresenta l'oggetto di molteplici attacchi terroristici e ha condotto vaste operazioni militari contro i guerriglieri islamici nella zona di confine con l'Afganistan, già da tempo, se potesse porrebbe termine alla minaccia terroristica. Lo ha evidenziato l'alto esperto dell'Istituto dell'economia mondiale e delle relazioni internazionali presso l'Accademia russa delle scienze Vladimir Sotnikov.

"In effetti, il Pakistan si trova adesso in una posizione difficile. E dalla comparsa dei guerriglieri del Daesh in Afganistan, la situazione è peggiorata. Il governo di Kabul non controlla gli avvenimenti nel nord del paese. I guerriglieri dall'Afganistan penetrano in Pakistan. E se le operazioni non sono condotte dall'esercito, i pachistani semplicemente non si informano del problema dell'eliminazione della minaccia terroristica".

Nello stesso Pakistan cresce il malcontento e la diffidenza nei confronti degli USA. Washington, promettendo assistenza nella lotta al terrorismo, sia con tecniche militari, sia finanziariamente, non si affretta a prestare aiuto a Islamabad. Abbastanza esemplare è lo scandalo con le forniture di otto caccia F-16 americani al Pakistan, il quale ha già da tempo pagato l'ordine ma non ha ancora ricevuto i velivoli. Non sorprende che nei pakistani si rafforzi la convinzione che gli USA tradiscono costantemente i propri alleati e non danno al Pakistan la possibilità di svilupparsi. Particolarmente, alla luce del fatto che le concessioni di aiuti degli USA sono vincolati dalla necessità della sua presenza militare nella regione, ha sottolineato Vladimir Sotnikov.

"Gli americani già più volte negli anni passati hanno richiesto al governo pachistano l'autorizzazione di collocare sul territorio del paese i contingenti militari americani. Prima di tutto, si tratta di forze speciali e questo significa la violazione della sovranità del Pakistan.

Gli atteggiamenti di Washington verso il Pakistan come una potenza alla pari, che sembra non voler abbattere il radicalismo islamico, secondo l'esperto russo, costituisce una legittima domanda. Gli USA hanno veramente intenzione di combattere contro il Jihadismo e l'islamismo radicale? O semplicemente usano gli slogan della lotta contro la minaccia terroristica come pretesto per la propria presenza militare in Medio Oriente e nell'Asia meridionale?

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