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Nasce il Comitato per il no alla riforma costituzionale, detta ‘deforma’

© Foto : Wikipedia/Paul HermansPalazzo Madama, la sede del Senato italiano
Palazzo Madama, la sede del Senato italiano - Sputnik Italia
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Lanciata la sfida al governo Renzi sul ddl Boschi che intende modificare la Costituzione repubblicana.

Parlamento italiano - Sputnik Italia
Riforme, in Italia la Camera vota sì al testo definitivo
Nelle stesse ore in cui ieri veniva approvato nell'aula della Camera il testo della riforma costituzionale che porta il nome del ministro Boschi, nella sala ‘Regina' di Montecitorio si è costituito il Comitato per il No, presieduto dal costituzionalista Alessandro Pace.

Presente Sinistra italiana che aderirà formalmente al comitato, Pippo Civati del movimento Possibile e il M5S che, con Danilo Toninelli, assicura il proprio appoggio alla raccolta firme per il referendum. Da sottolineare la presenza tra i costituzionalisti, anche dell'ex presidente della Consulta, Giovanni Maria Flick, del professor Stefano Rodotà e di Lorenza Carlassare. 

"La cattiva novella è questa, il 2016 sarà la fine della democrazia, l'inizio del principato renziano".

Così si apre il convegno alla Camera. E' stato l'avvocato Felice Carlo Besostri, parlando all'incontro, che ha proposto di non chiamarla più riforma, ma di cominciare la battaglia per la democrazia chiamandola ‘deforma'. L'avvocato ha presentato presso tutte le procure d'Italia il ricorso anti Italikum volto a far dichiarare incostituzionale la nuova legge elettorale. 

"Questo Parlamento non poteva occuparsi di revisione costituzionale. Il premier se lega le sorti della riforma a quelle della sua vita politica confessa di aver agito al di fuori della Costituzione. Ammette che questa è la riforma del governo non del parlamento come dovrebbe essere", chiosa Irene Buscemi. "Ad aprile — ha infatti sottolineato il premier Matteo Renzi- dopo il secondo passaggio parlamentare, partiremo subito con la campagna referendaria. Insisto su questa questione perché intendo assumermi precise responsabilità".

La fine del bicameralismo perfetto e l'elettività dei componenti del Senato sono le principali novità dell'assetto costituzionale previsto dal ddl Boschi, sul quale il governo Renzi chiede un consenso plebiscitario per non tornare alle urne. La sostanza è, tuttavia, quella di un completo rovesciamento del sistema di rappresentanza del Paese che cancella il senso della Costituzione in vigore. 

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