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Per la Turchia ed Erdogan tempi difficili per alleanze con Israele e Arabia Saudita

© Sputnik . Sergey Guneev / Vai alla galleria fotograficaIl presidente turco Recep Tayyip Erdogan
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan - Sputnik Italia
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Le aspirazioni della Turchia per l'egemonia regionale sono evaporate dopo che Ankara ha deciso di schierarsi nel conflitto che sta divampando in Medio Oriente tra sunniti e sciiti, scrive il giornalista Cengiz Candar.

Dopo l'indebolimento della posizione turca a seguito dell'abbattimento del jet russo in Siria, Ankara non pretende più allo status di potenza regionale in Medio Oriente, ha scritto nella rivista "Al-Monitor" il giornalista esperto sulle questioni mediorientali Cengiz Candar.

Se rimaneva ancora qualche dubbio in merito, sono stati definitivamente spazzati via dalle recenti mosse disperate del Partito Giustizia e Sviluppo (AKP) del presidente Erdogan per evitare il crescente isolamento internazionale: Ankara ha preso "decisioni avventate" e si è unita alla coalizione musulmana contro il terrorismo capeggiata dall'Arabia Saudita.

L'alleanza, da cui si sono tirati fuori Paesi musulmani come il Pakistan e la Malesia, secondo molti analisti non è altro che una coalizione di forze sunnite con cui Riyadh cerca di indebolire l'influenza dell'Iran nella regione.

Un'ulteriore prova della rinuncia non dichiarata della Turchia alle aspirazioni di dominio regionale è il suo avvicinamento ad Israele. Ai primi di gennaio il presidente Recep Tayyip Erdogan aveva detto che "la Turchia ed Israele hanno bisogno l'uno dell'altro."

Secondo Candar, il presidente turco ha così interpretato la situazione geopolitica mutata della regione ed ha chiarito sostanzialmente che Ankara non cercherà più di sfidare il ruolo egemone di Israele.

La Turchia, sostenendo contemporaneamente la coalizione guidata dai sauditi sunniti ed Israele, il Paese più "anti-iraniano" della regione, non solo rinuncia di ambire al dominio regionale, ma agisce anche contro l'Iran come mai in passato, sottolinea l'analista.

Inoltre il braccio di ferro iniziato questo mese tra Riyadh e Teheran ha ancora più complicato la realizzazione dei piani regionali della Turchia, soprattutto in Siria.

Non vi è alcun dubbio che tutte le recenti azioni di Ankara sono una conseguenza naturale dell'indebolimento della sua posizione dopo che l'Aviazione turca ha abbattuto l'aereo russo in Siria alla fine di novembre.

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