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Il crollo del petrolio rischia di mandare nel caos l'Arabia Saudita

© AP Photo / Hasan JamaliTorre "al-Faisaliya" a Riyadh, Arabia Saudita
Torre al-Faisaliya a Riyadh, Arabia Saudita - Sputnik Italia
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L'Arabia Saudita si trova di fronte ad una forte riduzione delle entrate di cassa pertanto, secondo il Fondo Monetario Internazionale, le riserve finanziarie del Paese potrebbero scomparire già nel 2020 se la situazione non cambierà.

Il crollo dei prezzi del petrolio sta svuotando le casse dell'Arabia Saudita a seguito delle alte spese militari e sociali, ha detto il giornalista Yves Bourdillon della rivista francese "Les Echos".

"Mentre il prezzo dell'oro nero è al suo livello più basso negli ultimi 12 anni, i prezzi del carburante 10 giorni fa sono cresciuti in Arabia Saudita del 50%. Riyadh non aveva altra scelta. Le sue casse si stanno rapidamente svuotando a causa del calo dei prezzi del petrolio, che fornisce quasi tutti gli introiti dello Stato," — osserva Bourdillon.

Dopo aver ridotto i sussidi per il carburante, l'Arabia Saudita si appresta a fare lo stesso con l'acqua e l'elettricità, inoltre ha annullato grandi progetti infrastrutturali, "una tragedia per un Paese abituato alla ricchezza." L'idea è quella di riprendere il controllo del deficit di bilancio, che ha raggiunto il 19% del PIL (87 miliardi di dollari) nel 2016. Tuttavia la spesa sociale non verrà toccata, in un Paese in cui i cittadini sotto i 30 anni (due terzi dei 27 milioni di abitanti del regno) non lavorano e sono suscettibili agli appelli jihadisti.

Oggi l'Arabia Saudita con gli introiti petroliferi copre solo la metà delle sue spese, quindi o deve fare debito o attingere fondi dalle sue riserve.

Al ritmo attuale, secondo le previsioni del Fondo Monetario Internazionale, le riserve valutarie del Paese, ora al 4° posto nel mondo, scompariranno entro il 2020.

Conseguentemente il calo dei prezzi del petrolio colpirà le finanze saudite e metterà a rischio gli oneri sociali. Riyadh sta prendendo in considerazione per la prima volta la possibilità di introdurre l'imposta sul valore aggiunto del 5%, rischiando di rispolverare lo slogan "niente tasse senza governo" che ha caratterizzato le rivoluzioni in Europa, ritiene Bourdillon.

Tuttavia, il calo dei prezzi del petrolio non è l'unica minaccia per l'Arabia Saudita. Un altro problema per il governo è il confronto con l'Iran sciita per il predominio nella regione.

"Da 4 anni, insieme alla Turchia, Ryadh sta lavorando alla caduta del regime siriano, sostenuto da Teheran, e a marzo, con il sostegno dell'Egitto e di 10 Paesi arabi ha avviato la campagna militare in Yemen contro gli Huthi sciiti. L'operazione, che non sta riscuotendo successo dal punto di vista militare, mostra le deboli capacità operative dell'esercito saudita, che assorbe l'11% del PIL. Un record nel mondo", — ha concluso il giornalista.

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