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I rapporti tra Iran e Arabia Saudita possono degenerare in qualsiasi cosa

© AP Photo / Khalid MohammedSciiti bruciano effigie del Re dell'Arabia Saudita
Sciiti bruciano effigie del Re dell'Arabia Saudita - Sputnik Italia
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Il conflitto tra Teheran e Riyadh si protrae da decenni, ma ora può divampare di nuovo e distruggere le ultime isole di stabilità in Medio Oriente, scrive l'editorialista Matt Purple in un articolo per la rivista americana “The National Interest”.

L'esecuzione di un predicatore sciita in Arabia Saudita ha riacceso le vecchie tensioni nei rapporti tra Teheran e Riyadh. Sono in pericolo i colloqui di pace sulla Siria, la lotta contro i terroristi del Daesh (ISIS) e l'equilibrio di potere tra sciiti e sunniti, scrive il vice direttore del portale "Rare Politics" Matt Purple in un articolo per la rivista "The National Interest".

La scorsa settimana l'Arabia Saudita ha giustiziato il predicatore sciita Nimr al-Nimr, notizia che ha fatto esplodere la rabbia dell'Iran. Dopo l'annuncio dell'esecuzione da parte delle autorità di Riyadh, è stata presa d'assalto l'Ambasciata saudita nella capitale iraniana. In risposta Riyadh ha annunciato la rottura dei rapporti diplomatici con Teheran.

Ora la risoluzione della crisi siriana corre dei rischi ancora maggiori rispetto a prima. In Siria, Iran e Arabia Saudita si stanno essenzialmente facendo la guerra per conto terzi, suggerisce Matt Purple. Riyadh sta cercando di unire i frammentati gruppi ribelli islamici in un'unica coalizione, mentre Teheran sostiene il presidente siriano Bashar Assad.

Un altro punto caldo è il Bahrain, dove la maggior parte della popolazione è formata dagli sciiti, mentre la classe dirigente è sunnita. Nel 1981 il Bahrain aveva tentato di organizzare un colpo di stato a 2 anni dalla Rivoluzione Islamica in Iran, ma la rivolta fu repressa e da allora il regime del Bahrein accusa l'Iran di ingerenza nei suoi affari interni. Nel 2011 l'Arabia Saudita ha inviato le sue truppe per reprimere le rivolte sciite sullo sfondo della "primavera araba". Dopo l'esecuzione di al-Nimr, anche in Bahrain gli sciiti sono scesi in piazza in segno di protesta.

Tuttavia gli eventi della scorsa settimana possono compromettere più sensibilmente la lotta contro il Daesh, dove per sconfiggere i terroristi e prevenire la loro ricomparsa è fondamentale unire gli sforzi dei sunniti e degli sciiti in Medio Oriente, ma se tale obiettivo, prima degli eventi dello scorso fine settimana sembrava irrealistico, ora è ancor più utopistico.

L'Arabia Saudita e l'Iran significano molto per l'Occidente, perché hanno le migliori forze armate dopo l'esercito israeliano in Medio Oriente e sono gli ultimi due "isolotti" di stabilità nella regione.

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