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Dal 1 gennaio la Palestina è Stato anche per il Vaticano

CC BY 2.0 / Joi / Bandiera di Palestina
Bandiera di Palestina - Sputnik Italia
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Vaticano e Palestina fanno entrare in vigore lo storico trattato firmato lo scorso giugno con il qualela Santa Sede riconosce la Palestina come Stato

E' ufficiale. Il Vaticano riconosce la Palestina come Stato. Due Stati dovranno vivere "uno accanto all'altro "in pace e in sicurezza sulla base delle frontiere del 1967".

I colloqui tra le parti sono iniziati nel 2000 e negli ultimi mesi avevano visto, da parte vaticana, l'azione efficace di monsignor Antoine Camilleri, sottosegretario per i Rapporti con gli Stati. Era stato lui, nei mesi scorsi, a dire a L'Osservatore Romano che «come tutti gli accordi che la Santa Sede firma con diversi Stati, quello attuale ha lo scopo di favorire la vita e l'attività della Chiesa cattolica e il suo riconoscimento a livello giuridico anche per un suo più efficace servizio alla società».

In particolare, «il testo ha un preambolo e un primo capitolo sui principi e le norme fondamentali che sono la cornice in cui si svolge la collaborazione tra le parti. In essi si esprime, per esempio, l'auspicio per una soluzione della questione palestinese e del conflitto tra israeliani e palestinesi nell'ambito della Two-State Solution e delle risoluzioni della comunità internazionale, rinviando a un'intesa tra le parti. Segue un secondo importante capitolo sulla libertà religiosa e di coscienza, molto elaborato e dettagliato. Ci sono poi altri capitoli su diversi aspetti della vita e dell`attività della Chiesa nei Territori palestinesi: la sua libertà di azione, il suo personale e la sua giurisdizione, lo statuto personale, i luoghi di culto, l'attività sociale e caritativa, i mezzi di comunicazione sociale. Un capitolo è infine dedicato alle questioni fiscali e di proprietà».

Israele non gradisce. Già nel giugno scorso, quando Papa Francesco annunciò la storica decisione della Chiesa, da Tel Aviv erano arrivati strali molto appuntiti. "Israele non può accettare decisioni unilaterali contenute nell'accordo, che non prendono in considerazione gli interessi fondamentali del Paese e lo speciale status storico del popolo ebraico a Gerusalemme". Anche il Vaticano è avvisato.

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