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“E' ora che gli USA fermino l'Arabia Saudita, rischio guerra nell'Islam”

© AFP 2021 / ATTA KENARE Manifestazione donne sciite a Teheran
Manifestazione donne sciite a Teheran - Sputnik Italia
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I sauditi hanno perso il controllo, ha dichiarato Hooshang Amirahmadi, politologo e direttore dell'American Iranian Council, commentando l'esecuzione di 47 condanne a morte in Arabia Saudita.

Gli Stati Uniti devono intraprendere azioni nei confronti dell'Arabia Saudita, che precedentemente è più volte passata alle cronache per le esecuzioni di massa, ritiene Hooshang Amirahmadi, politologo e direttore dell'American Iranian Council. Lo ha affermato in un'intervista con RT.

Il ministero degli Interni saudita aveva annunciato sabato 2 gennaio l'esecuzione di 47 persone, tra cui il popolare predicatore sciita Nimr al-Nimr.

Il politologo ha affermato che il religioso non meritava il patibolo.

"Al-Nimr difendeva i diritti degli sciiti nel regno, non era una persona che pianificava un cambio di regime. Non era un terrorista e non minacciava il governo dell'Arabia Saudita. Per questi motivi non aveva senso la sua esecuzione. Credo che gli USA debbano fare molto di più, non limitarsi a criticare le azioni di Riyadh. Washington dovrebbe condannare l'Arabia Saudita e fermarla," — ha affermato il politologo.

Ritiene inoltre che nell'ultimo periodo i sauditi abbiano perso il controllo. Nello Yemen e nel Bahrain stanno uccidendo i leader sciiti e massacrando la minoranza sciita, rileva Amirahmadi.

I sauditi sono alleati degli Stati Uniti, pertanto influenzano la reputazione di Washington non solo tra gli sciiti, ma anche nel mondo islamico nel suo complesso, aggiunge l'analista.

Secondo Amirahmadi, il conflitto non è tra l'Arabia Saudita e l'Iran, ma tra gli sciiti e i sunniti.

"Il mondo islamico ha 1 miliardo e 600 milioni di persone, la maggioranza delle quali è sunnita. Inoltre i terroristi che minacciano il mondo sono sunniti," — afferma l'analista.

Amirahmadi ha osservato che tutti i governi dovrebbero prestare attenzione a questo problema e fermare il confronto tra i due Paesi, in quanto si trovano "in stato di guerra."

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