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Russia, al via blocco import di frutta e verdura contro la Turchia

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Le misure speciali, secondo Mosca, dovrebbero influenzare minimamente gli interessi economici della Federazione Russa, ma allo stesso tempo avranno un impatto sensibile per la Turchia.

Dal 1° gennaio entrano in vigore il divieto della Russia alle consegne di diversi prodotti agricoli turchi e la chiusura di alcuni settori economici russi alle imprese turche.

Secondo i rappresentanti di entrambi i governi, queste misure influenzeranno le economie della Russia e della Turchia, tuttavia Mosca non vede un altro modo e non ha intenzione di instaurare un dialogo con l'attuale leadership di Ankara.

Fino allo scorso novembre le relazioni tra Russia e Turchia si evolvevano in modo proficuo. I due presidenti, Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan, si erano incontrati in diverse occasioni durante l'anno ed avevano manifestato l'interesse di aumentare gli scambi commerciali bilaterali fino a 100 miliardi di dollari dai 30 miliardi $ del 2014.

Ma il 24 novembre un caccia F-16 turco ha abbattuto nello spazio aereo siriano il bombardiere russo Su-24.

Putin ha definito l'episodio "una pugnalata alla schiena dei complici dei terroristi."

Ankara sostiene che il Su-24 abbia violato il suo spazio aereo. Lo Stato Maggiore russo sostiene che il bombardiere non sia entrato nello spazio aereo turco, come riscontrato dai dati della difesa aerea siriana.

Poco dopo il presidente russo Vladimir Putin aveva emanato un decreto per garantire la sicurezza nazionale e misure economiche speciali contro la Turchia. Il 1° dicembre il primo ministro russo Dmitry Medvedev aveva firmato il decreto ai sensi della disposizione del Cremlino.

Secondo il documento, dal 1° gennaio 2016 la Federazione Russa introduce il divieto alle importazioni alimentari, soprattutto frutta, verdura, carne e fiori, sospende il regime senza visti con la Turchia e limita le attività lavorative dei cittadini turchi in Russia.

Secondo il vice primo ministro Arkady Dvorkovich, il differimento di 1 mese dell'entrata in vigore delle sanzioni è motivato dalla necessità di permettere agli importatori di sostituire le aziende fornitrici.

L'introduzione di misure speciali, secondo il primo ministro, dovrebbe incidere minimamente gli interessi economici della Russia, ma avrà un impatto sensibile per la Turchia.

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