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Reporter senza frontiere: 110 giornalisti uccisi nel 2015

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Se nel 2014 due terzi dei giornalisti uccisi erano scomparsi in teatri di guerra, quest'anno si è verificato l'esatto opposto.

Diffusi dall'organizzazione Reporter Senza Frontiere i dati relativi ai giornalisti uccisi nel 2015. La triste statistica ha visto quest'anno quasi raddoppiati i crimini contro la stampa, arrivando a quota 110, contro i 66 segnalati 12 mesi fa. Tra questi, in almeno 67 casi i cronisti uccisi sono stati colpiti consapevolmente nello svolgimento della propria attività professionale, mentre per 43 di loro la scomparsa è avvenuta in circostanze non ancora chiarite.

Ma il dato che più di altri ha fatto lanciare l'allarme a RSF è rappresentato dal numero di giornalisti uccisi in teatri di guerra. Se infatti un anno fa i due terzi del totale delle vittime era costituito da cronisti colpiti in zone di guerra, per il 2015 si è registrato l'esatto opposto, con la maggioranza degli omicidi avvenuta mentre operavano nei propri Paesi. La minaccia principale, come tristemente confermato dai fatti di Parigi, è rappresentata dai cosiddetti "gruppi non statuali" tra cui il Daesh si è mostrato il più pericoloso.

Menzione particolare è dedicata nel rapporto ai casi di reporter rapiti o tenuti in ostaggio, che sono attualmente 54, e soprattutto quelli incarcerati per ragioni professionali, arrivati a 154 con Egitto, Turchia e Iraq che seguono in questa graduatoria la Cina. 

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