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Renzi: 2015 meglio del previsto

© AFP 2021Il premier iraliano Matteo Renzi
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Il premier italiano nella conferenza stampa di fine anno: politica batte populismo 4 a 0. Sulla Turchia in UE: Importante proseguire il dialogo ma difendere la libertà di informazione.

L'anno che ci stiamo mettendo alle spalle è andato per l'Italia meglio del previsto. E' questa l'opinione del presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi, che questa mattina ha incontrato la stampa parlamentare per la conferenza di fine anno. Prima di rispondere alle domande dei giornalisti, Renzi ha mostrato i risultati degli ultimi 12 mesi di governo attraverso lo strumento ormai caratteristico delle slide.

"Il 2015 è andato meglio del 2014. E' andato meglio delle nostre previsioni nel 2014: lo dice la realtà dei fatti".

Così Renzi a proposito dei risultati esposti alla stampa, a cui non ha lesinato una battuta.

"E' evidente questo dato di fatto: l'Italia si è rimessa in moto e torna ad essere un grande Paese che può segnare la vittoria della politica contro il populismo — ha detto Renzi — direi Italia batte populismo quattro a zero".

Poi a proposito di rapporti con l'Europa, il premier italiano ha ribadito la posizione già espressa al recente Consiglio europeo, confermando che

"l'Italia non dichiara guerra all'Europa, stiamo chiedendo di far rispettare le regole su tutto a tutti. Mettiamo ogni anno 20 miliardi sul bilancio europeo e ne recuperiamo tra 11 e 12- ha chiosato — Noi siamo un grande Paese, smettiamo di piangerci addosso".

Infine, rispondendo alle domande dei corrispondenti dall'estero, a proposito dell'accordo Ue-Turchia per la gestione dei flussi migratori provenienti dal Medio Oriente, Renzi ha precisato che saranno le autorità Ue a gestire gli stanziamenti economici. Sulla Tuchia in Ue:

"Mi auguro che si possa tornare a discuterne nuovamente nel dettaglio — ha detto Renzi — spero e credo e penso che sarebbe importante se i colloqui proseguissero con scadenze fisse. E' del tutto evidente però — ha poi ammonito — che la in riferimento alla libertà di informazione, non è l'unica, ma è condizione imprescindibile e irrinunciabile per un qualsiasi dialogo sui temi del rapporto tra Unione Europea e Turchia".    

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