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Libia: riavviare Trattato di amicizia con Italia

© AP Photo / Mohammad HannonLa bandiera della Libia
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Il leader libico designato al termine dell'incontro di ieri con il premier italiano Matteo Renzi: massimo sostegno dall'Italia. Il premier italiano: uniti in lotta a Daesh e trafficanti di esseri umani.

La Libia lavorerà per riattivare il Trattato di amicizia e cooperazione con L'Italia. E' quanto si legge nel comunicato diffuso dalla delegazione libica che ieri ha incontrato il premier italiano Matteo Renzi a palazzo Chigi.

Al termine del vertice, durato un'ora, il primo ministro designato Fayez al-Serray, chiamato a guidare il governo di unità nazionale dopo l'accordo tra Tobruck e Tripoli, ha espresso soddisfazione per l'accoglienza e l'appoggio offerto dall'Italia, confermando l'auspicio di riaprire l'ambasciata italiana nella capitale libica.

"La riapertura del Trattato — si legge nel comunicato — aiuterà le nostre riforme economiche ed il ritorno degli investimenti stranieri".

Il premier italiano, dal canto suo, ha espresso a nome del Parlamento la massima fiducia nelle nuove autorità libiche, chiamate al difficile compito di riempire la cornice delineata dagli accordi di Skhirat in un quadro costituzionale completo, "nel segno dell'inclusività e della riconciliazione nazionale".

La nuova Libia, questo è quanto manifestato da Renzi ad al-Serray, potrà contare "sul deciso sostegno" dell'Italia che, con il sostegno della comunità internazionale, intende assicurare la "riabilitazione dei servizi essenziali, la creazione di solide premesse per lo sviluppo economico e sociale, nonché la stabilizzazione del Paese, con particolare riferimento alla lotta al terrorismo e al traffico di esseri umani".

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