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“Russia, Siria, UE, curdi: la Turchia non può sperare in un anno facile”

© AP Photo / Burhan OzbiliciIl presidente turco Recep Tayyip Erdogan
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan - Sputnik Italia
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L'anno che sta per terminare non è stato semplice per la Turchia in molti aspetti, dal conflitto con i curdi all'abbattimento dell'aereo militare russo in Siria. L'anno prossimo difficilmente sarà più facile, ritiene il giornalista Thomas Seibert.

Ankara non deve riporre molte speranze sul fatto che il 2016 sarà un anno semplice per i turchi, scrive il giornalista Thomas Seibert nel giornale "Tagesspiegel".

"Il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), la Siria, l'Unione Europea, la Russia: l'anno che sta per terminare è stato difficile per la Turchia. Il prossimo difficilmente sarà più semplice," — scrive il giornalista.

Secondo Seibert, aspettano il Paese sfide su diversi fronti. In particolare in politica interna. Molto probabilmente le autorità turche continueranno a reprimere i giornalisti d'opposizione e gli altri critici del governo che oltraggerebbero il presidente Recep Tayyip Erdogan. A dicembre si è saputo che ad Istanbul per un articolo intitolato "L'assassino e il ladro Erdogan" sono stati processati e condannati 3 giornalisti del giornale "Birgün".

Inoltre Seibert mette in risalto l'escalation del conflitto tra turchi e curdi.

Per quanto riguarda il conflitto siriano, la Turchia dovrà riconoscere i suoi obiettivi originali, vale a dire il rovesciamento del regime di Bashar Assad, l'istituzione in Siria di una nuovo regime sunnita e il tentativo di impedire la nascita di uno Stato curdo; tutto questo provoca sfiducia tra molti partecipanti chiave della regione.

Questo discorso non riguarda solo la Russia e l'Iran, che sostengono il governo siriano, ma anche i partner occidentali della Turchia: anche la loro posizione non corrisponde agli obiettivi di Ankara.

"Gli Stati Uniti, per esempio, nella lotta contro i terroristi del Daesh (ISIS) cooperano con i curdi siriani," — chiarisce Seibert.

Anche nei rapporti con l'Unione Europea le difficoltà aspettano Ankara: Bruxelles ha ammesso che gli europei hanno bisogno dei turchi per affrontare la crisi dei rifugiati.

Tuttavia se la UE, nell'ambito della nuova cooperazione con la Turchia, si aspetta esclusivamente di ridurre l'afflusso di profughi, Ankara in cambio vuole ottenere molto di più, in particolare l'esenzione dal visto per i propri cittadini e la possibilità in futuro di aderire all'Unione Europea.

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