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Alle porte di Damasco, viaggio nella Siria che resiste

© Sputnik . Valeriy Melnikov / Vai alla galleria fotograficaFoto di Bashar Assad a Damasco, Siria
Foto di Bashar Assad a Damasco, Siria - Sputnik Italia
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Giù le maschere, signori. L’intervento russo in Siria ha veramente stravolto le carte in tavola, scoprendo il volto agli attori coinvolti nel conflitto. La Siria, sconvolta da 4 anni di guerra, si ritrova così al centro degli equilibri politici mondiali.

Come è stata raccontata questa guerra dai giornalisti occidentali e italiani? Tra le etichette più optate troviamo la comoda formula "ribelli moderati", usata sempre dai media, riferita a chiunque senza alcuna distinzione. Per anni l'Occidente ha dato la colpa di tutto al presidente Assad, ma non si è mai condannato il gioco sporco degli "alleati" come l'Arabia Saudita, il Qatar e la Turchia. Ora le cose cambiano, escludere la Russia e i Paesi che combattono seriamente il Daesh è diventato impossibile.

© Foto : fornita da Sebastiano CaputoSebastiano Caputo, direttore de "L'Intellettuale Dissidente" e collaboratore de "Il giornale"
Sebastiano Caputo, direttore de L'Intellettuale Dissidente e collaboratore de Il giornale - Sputnik Italia
Sebastiano Caputo, direttore de "L'Intellettuale Dissidente" e collaboratore de "Il giornale"
Quali sono i possibili scenari per il futuro della Siria? Quanto durerà ancora l'ipocrisia dell'Occidente, i cui più stretti alleati finanziano i terroristi? Sputnik Italia ne ha parlato con Sebastiano Caputo, direttore de "L'intellettuale dissidente", che nel suo libro "Alle porte di Damasco" (Circolo Proudhon Edizioni), offre un'analisi storica, dinamica e attuale sulla Siria, Paese martoriato che resiste.

© Foto : fornita da Sebastiano Caputo"Alle porte di Damasco" di Sebastiano Caputo
Alle porte di Damasco di Sebastiano Caputo - Sputnik Italia
"Alle porte di Damasco" di Sebastiano Caputo

— Nel tuo libro, frutto dei tuoi viaggi in Siria, parli anche del ruolo dei media nella crisi siriana. Li definisci come "circo mediatico" e "lavatrice giornalistica". Perché?

Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri russo - Sputnik Italia
Siria, dai media di tutto il mondo campagna anti-Russia

— In un capitolo del mio libro parlo di come ci è stata raccontata questa crisi dai media occidentali, ma in particolare quelli italiani, faccio anche i nomi. È giusto dire chi è una fonte attendibile e chi no. Se partiamo dalle dichiarazioni che fece Napolitano nel 2010 quando andò a Damasco in visita da Bashar al Assad e la moglie Alma, ci ricordiamo che lui definisce la Siria come un'avanguardia culturale, un Paese modello. Meno di un anno dopo i giornalisti e i politici allo stesso tempo cambiano totalmente versione dei fatti ed iniziano a manipolare la crisi, tralasciando le infiltrazioni terroristiche che ci furono nelle manifestazioni pacifiche contro il governo. I giornalisti hanno soltanto voluto raccontare la repressione, il massacro del popolo, quando in realtà la violenza del governo siriano in quel momento era semplicemente una risposta ai terroristi che si erano infiltrati in tutte le città che in Siria si erano sollevate. La maggior parte dell'opposizione siriana che siede in Parlamento non si è allineata ai manifestanti ribelli, perché avevano capito che ci stava un'impostura, una perversione e falsità.

I giornalisti italiani hanno fatto come a scuola quando non si è studiato: si copia. Hanno copiato i comunicati stampa che venivano dalla agenzie occidentali.

— Dopo l'intervento russo in Siria com'è cambiato il gioco da un punto di vista giornalistico e in generale?

Ribelli dell'Esercito Libero Siriano - Sputnik Italia
“USA confusi nel tentativo di dividere i terroristi islamici in buoni e cattivi”

— Dopo quattro anni di conflitto, chi non aveva studiato, ha capito qual era il vero volto di questa guerra, chi sono questi cosiddetti "ribelli moderati", si è scoperto chi fossero i terroristi. Continuare a sostenere queste persone per i giornalisti è diventato impossibile. Non si può prendere in giro l'opinione pubblica per l'eternità, sennò ti si rivolta contro.

Con l'ingresso della Russia e la partecipazione di altri Paesi si è capito che era necessario moderare i toni. Chi prima diceva balle, ora cerca di pulirsi la coscienza come se non avessero mai detto nulla.

— Nel libro la guerra della Russia viene definita "low cost". Che ruolo ha la Russia nella crisi siriana, ma anche questa guerra per il Cremlino?

Un caccia Su-35 durante un raid a Raqqa - Sputnik Italia
Sputnik.Opinioni: quanto ne sa il mondo sull’intervento della Russia in Siria

— Questa guerra incide a piccole percentuali il budget militare del Paese per dei motivi logistici, per gli armamenti utilizzati. La Russia questa guerra non la fa per beneficenza, ma per i propri interessi, anche questo bisogna dirlo. È il suo primo intervento fuori dai confini nazionali a questo livello dopo la caduta del muro di Berlino. Attraverso questo intervento la Russia si è riuscita rimediare uno spazio mediatico nell'immaginario dell'opinione pubblica occidentale, portandolo a suo favore. L'opinione pubblica ha visto che la Russia combatte realmente il terrorismo. Il suo intervento è molto più efficace, è un Paese che ha avuto esperienza anche in Cecenia, sa come affrontare questi processi.

Va ricordato che la Russia, rispetto alla coalizione internazionale guidata dagli americani, interviene militarmente in Siria in forma legale con il consenso e l'autorizzazione del governo di Damasco.

— L'Occidente si impegna a far cadere Assad, quando invece non fa nulla nei confronti della Turchia, Paese che finanzia il terrorismo. La NATO, anzi, invierà navi e aerei in difesa della Turchia. Quanto durerà quest'ipocrisia?

Bombardiere strategico Тu-95 - Sputnik Italia
Europa e Turchia chiudono il cielo agli aerei della Russia

— La cosa divertente è che dopo gli attentati di Parigi del 13 novembre si era capito finalmente che c'era qualcosa che non andava nella politica estera occidentale. Gli "alleati" che noi abbiamo in Medio Oriente sono quelli che hanno creato e fomentato questo fenomeno. Sembrava avessimo capito questo, invece non si è capito nulla. L'Occidente continua a difendere l'Arabia Saudita, il Qatar, la Turchia, Israele, la Giordania. Si emarginano gli attori più attenti alla missione del terrorismo e chi lo combatte veramente: l'Iran, l'Iraq, in parte il Libano, la Russia e la Siria.

Non so quanto durerà quest'ipocrisia, purtroppo ci saranno altri attentati in Europa, ci sarà il solito piagnisteo, ma nel concreto non ci sarà alcun cambio reale di politica. Parliamo di un vero suicidio programmato.

— L'ONU ha approvato un piano di pace per la Siria, per ora sono solo parole. Quali scenari futuri immagini tu per la Siria?

Consiglio di Sicurezza ONU - Sputnik Italia
ONU approva un piano di pace per la Siria

— La guerra si combatte su due fronti, quello militare e diplomatico, dove abbiamo due schieramenti: da una parte l'asse russo-iraniano dall'altro quello americano. Sul terreno l'ISIS (Daesh) sta sicuramente arretrando, ma la vittoria non ci sarà da un giorno all'altro. Il binomio aviazione russa ed esercito siriano è comunque un binomio vincente.

Dal punto di vista diplomatico a dettare la linea politica mondiale sono i russi e gli iraniani, che in conformità con il diritto internazionale, sostengono che il presidente siriano vada scelto dai siriani stessi. A New York si è parlato di pace e stabilità, ma non si parla di Assad, questo è un bene. Quell'ossessione che hanno gli americani a buttar giù personalità politiche scomode, di fatto, ora non funziona. Per ora le cose vanno teoricamente bene, ma basta che un domani vinca un repubblicano alla Casa Bianca, mandi le truppe di terra in Siria e a quel punto vedremo scenari catastrofici. Nell'ultimo capitolo del libro parlo proprio di spartizione della Siria. Allo stato attuale le cose vanno in una direzione positiva. Vedremo, vedremo. 

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