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Israele non sta ai patti. Bufera in Medio Oriente

© flickr.com / upyernozLa bandiera di Hezbollah
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Dopo il raid aereo israeliano su Damasco e l’uccisione di un leader di Hezbollah, i miliziani libanesi promettono vendetta e annunciano la risposta militare. La Palestina esprime solidarietà al martire dei combattenti libanesi.

Il bombardamento di Israele su Damasco — dove è stato ucciso uno dei leader più influenti di Hezbollah, Samir Kuntar — sta producendo reazioni fortissime su tutto lo scacchiere medio-orientale. 

Hezbollah giura vendetta e annuncia, attraverso il segretario generale, Sayyed Hasan Nasrolá, che risponderà militarmente "nel luogo e nel momento più opportuno".

Ieri migliaia di persone hanno partecipato ai funerali dell'ex militante del Fronte di Liberazione della Palestina, responsabile di un attacco armato nel 1979 e rimasto 29 anni in carcere in Israele.

Il lutto si estende dal Libano alla Palestina. Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina e i Comitati di Resistenza Popolare di Gaza hanno organizzato una manifestazione in solidarietà con i prigionieri palestinesi. Tel Aviv resta una minaccia.

Con ogni probabilità il raid ha voluto dare una chiara indicazione delle ampie capacità delle forze aeree israeliane. Ma qualche siriano cerca di strappare a Israele il "merito" dell'eliminazione di Kuntar. "I cavalieri dell'Hawran", braccio armato dell'opposizione anti Bashar Al-Assad, ha diffuso un comunicato in cui si attribuisce la paternità dell'attacco lanciando avvertimenti minacciosi a Hezbollah.

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