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La Svezia non piace più ai profughi

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Negli ultimi mesi nel paese è fortemene cresciuto il numero dei profughi che revocano la loro domanda di asilo.

L'ambasciatore dell'Iraq a Stoccolma Baker Fattah Hussen ha detto al quotidiano Svenska Dagbladet che ogni giorno all'ambasciata vengono 15-20 persone che chiedono un documento provvisorio per poter partire dalla Svezia. Secondo l'ambasciatore, agli iracheni non conviene venire in Svezia.

Arshad Emad e Rasol Adbulkarim, due profughi iracheni intervistati da Svenska Dagbladet, hanno rivelato che in Iraq la gente crede che in Svezia sia molto facile ottenere il permesso di soggiorno e poi portare nel paese anche la famiglia.

"In Iraq tutti parlano della Svezia. Se ne parla persino nei notiziari. Si dice che qui sia facile ottenere il permesso di soggiorno e la casa, trovare un lavoro e poi portare anche la famiglia", — ha detto al quotidiano Arshad Emad.

Tuttavia lui stesso non ha ancora né casa, né lavoro. Nei mesi trascorsi da quando Arshad Emad è giunto in Svezia, il governo del paese ha cambiato seriamente la sua politica e adesso difficilmente potrà portare in Svezia la famiglia.

© AFP 2021 / LEHTIKUVA / PANU POHJOLARifugiati in un centro d'accoglienza al confine tra Svezia e Finlandia
Rifugiati in un centro d'accoglienza al confine tra Svezia e Finlandia - Sputnik Italia
Rifugiati in un centro d'accoglienza al confine tra Svezia e Finlandia

Baker Fattah Hussen accusa i contrabbandieri che stano ingannando la gente. Molti iracheni che abitano in province dove DAESH non ha influenza non hanno alcun motivo per lasciare il proprio paese, egli ha osservato.

Tina Morad dell'organizzazione Refugees Welcome Stockholm ha confermato che nelle ultime settimane si sta proliferando il fenomeno dei profughi che vogliono tornare a casa. Secondo l'attivista, in Iraq i futuri richiedenti asilo vengono informati male.

Dall'inizio di quest'anno 3300 persone hanno già revocato la richiesta di asilo inoltrata in Svezia. In realtà però questa cifra potrebbe essere più alta, perché molte persone non informano il Sevizio d'immigrazione dell'intenzione di tornare a casa.

Una situazione analoga si sta verificando anche in Finlandia, dove dall'inizio dell'anno il 41% dei candidati ha revocato la richiesta di asilo, perché, come spiegano gli stessi profughi, il paese non ha riscontrato le loro aspettative.    

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