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DWN: Merkel – forza motrice delle sanzioni alla Russia

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L’UE non è unita sul problema delle sanzioni, ma molti paesi preferiscono restare all’ombra per non finire nel “mirino” di Angela Merkel che insiste sul rinnovo delle restrizioni.

Non tutta l'Europa è pronta a continuare a rassegnarsi alle restrizioni imposte alla Russia, come dimostra il caso dell'Italia che si è pronunciata contro il rinnovo automatico delle sanzioni che scadono alla fine di gennaio, scrive il quotidiano economico tedesco Deutsche Wirtschafts Nachrichten.

Contrariamente a quanto dice l'Alto rappresentante dell'UE per gli Affari Esteri Federica Mogherini, che non vede seri ostacoli per il rinnovo delle sanzioni economiche alla Russia, l'opposizione all'interno dell'UE sta crescendo sullo sfondo della disoccupazione e della recessione.

Grecia sin dall'inizio era contraria alle sanzioni, Italia e Lussemburgo si sono pronunciati contro il rinnovo automatico delle restrizioni, Francia sostiene l'operazione che la Russia sta svolgendo in Siria. In Germania le aziende hanno più volte manifestato il loro malessere, esortando Angela Merkel a impegnarsi per la revoca delle sanzioni.

Teoricamente — prosegue il giornale tedesco — ciascuno dei paesi d'Europa potrebbe apporre alle sanzioni il suo veto, ma in realtà è poco probabile o perché i paesi sono sovvenzionati dall'UE, e quindi temono ulteriori pressioni economiche, o perché i governi sono deboli. Per questo motivo molti preferiscono restare all'ombra per non finire sulla "linea di tiro" della Merkel che insiste sul rinnovo delle sanzioni, come richiesto dagli USA. Quanto all'UE, non sta pensando agli interessi dei suoi membri, ma segue le istruzioni che riceve dagli USA, pertanto le sanzioni saranno probabilmente prorogate senza troppe discussioni, riassume il quotidiano.

Negli ultimi giorni l'UE si preparava a rinnovare le sanzioni alla Russia, motivandolo con la necessità di garantire l'implementazione degli accordi di Minsk per il regolamento in Ucraina. La decisione era già pronta e poteva essere approvata dal Comitato dei rappresentanti permanenti (COREPER), evitando la discussione a livelli più alti.

Tuttavia, come riferiscono varie fonti, la decisione è stata in sostanza bloccata dall'Italia. Anche Lussemburgo si è pronunciato contro il rinnovo automatico senza una debita discussione dell'implementazione degli accordi di Minsk.

L'UE ha introdotto le sanzioni economiche contro la Russia il 1 agosto 2014. Inizialmente le restrizioni sono state imposte per un anno, me in ottobre dello stesso anno sono state allargate col divieto di esportazione verso la Russia delle armi e dei prodotti a duplice uso.    

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