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Sauditi hanno paura di cedere a Russia leadership del mercato del petrolio mondiale

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Estrazione petrolio - Sputnik Italia
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L'Arabia Saudita è tormentata dalla paranoia e non vuole ridurre la produzione dell'OPEC: l'introduzione di nuove quote permetterebbe alla Russia e ai concorrenti di Riyadh del cartello di acquisire le quota di mercato del petrolio dei sauditi, ritiene l'editorialista del “Telegraph”.

L'OPEC, organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio, ha lasciato invariate le sue quote di produzione petrolifera, anche se all'Arabia Saudita, Paese principale del cartello, risulta sempre più difficile perseguire la strategia dei prezzi bassi del petrolio per eliminare i concorrenti dal mercato, scrive l'editorialista economico del "Telegraph" Liam Halligan.

"Afflitti da un improvviso attacco di paranoia, i sauditi temono che la riduzione della produzione dell'OPEC regali una chance alla Russia, da sempre rivale del Paese mediorientale per il primato di più grande produttore di petrolio del mondo al di fuori del cartello", — ipotizza l'analista.

Al livello dei prezzi attuali, aggiunge Halligan, Mosca si sente più a suo agio di Riyadh, grazie alla svalutazione del rublo, che ha limitato gli effetti deleteri sulle riserve valutarie delle basse quotazioni del petrolio.

Oggi la scommessa dell'Arabia Saudita è più rischiosa che mai, aggiunge l'esperto. L'incoronazione di Salman come sovrano dell'Arabia Saudita e la "festa nazionale", costate 32 miliardi di dollari, sono diventate una chiara illustrazione del modello saudita sulla pace sociale, "denaro in cambio di potere", grazie a cui conserva il trono il monarca saudita. Se la pioggia di denaro finirà improvvisamente, la potenza chiave del mercato mondiale petrolifero potrebbe sprofondare nel buio del caos politico e del conflitto civile.

Inoltre i sauditi non sono riusciti a "schiacciare" l'industria dello shale americana giocando sui prezzi bassi. Molte piccole e medie imprese petrolifere degli Stati Uniti sono riuscite a resistere all'assalto di Riyadh, mentre ora il regno non osa discostarsi dalla politica scelta: l'Arabia Saudita non può "perdere la faccia", afferma Liam Halligan.

Inoltre Riyadh non crede che gli altri importanti membri dell'OPEC, come l'Iraq o l'Iran, dopo la revoca delle sanzioni, non violino le quote, cercando di rubare le quote di mercato saudite.

"L'Arabia Saudita ha paura di una spaccatura all'interno del cartello ed è preoccupata del fatto che le nuove quote non vengano rispettate dagli altri membri dell'OPEC, che porteranno alla disgregazione del cartello secondo il principio "ciascuno per sé". Riyadh teme anche che chi non fa parte del cartello metterà le mani sulle sue quote. In questo caso, il potere del cartello che controlla ancora un terzo della produzione mondiale, sarà finito," — suppone Halligan.

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