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Sanzioni a vita, oppure integrazione? Due risposte per risolvere il problema

© REUTERS / Stringer Due robot scelgono il cibo
Due robot scelgono il cibo - Sputnik Italia
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Il 2015 si avvicina alla fine, ma, a quanto pare, l'abolizione delle sanzioni nei confronti della Russia non se ne parla. L'Europa è di fronte a un bivio: cristallizzare la diffidenza reciproca con la Russia, oppure superare l'epoca delle sanzioni scegliendo la via dell'integrazione con lo spazio dell'Unione Economica Euroasiatica.

Questo tema è stato al centro del secondo Congresso Economico Euroasiatico ospitato da MIA Rossiya Segodnya. Sputnik Italia ha raccolto i pareri di Ezio Castiglione, presidente dell'IPSEA ed Antonio Fallico, presidente dell'Associazione Conoscere Eurasia, rivolgendo loro la domanda a cui in molti vorrebbero dare una risposta definitiva.

Come superiamo le sanzioni?

Ezio Castiglione
Ezio Castiglione - Sputnik Italia
Ezio Castiglione

Occorre ripensare il modello di cooperazione internazionale. Dall'internazionalizzazione per trovare nuovi mercati di sbocco, bisogna passare alla ricerca di nuove piattaforme produttive. In altre parole, dal Made in Italy al Made with Italy. Noi vediamo già che i mercati di Russia e Italia sono comuni. La Russia è l'unico paese al mondo dove ci sono ancora riserve di terra disponibile  per nuove produzioni biologiche. Preso atto di questo non serve aspettare dall'alto che si ritorni alla realtà precedente, ma bisogna lavorare per integrare i sistemi produttivi operando attraverso joint-venture e formazione della forza lavoro per trasmettere il know-how delle imprese italiane a quelle russe- Ezio Castiglione — Presidente dell' Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, ISMEA

© Sputnik . Vitaly PodvitskiChi si sfila dalle sanzioni?
Chi si sfila dalle sanzioni? - Sputnik Italia
Chi si sfila dalle sanzioni?
© Sputnik . Igor Russak / Vai alla galleria fotograficaAntonio Fallico
Antonio Fallico - Sputnik Italia
Antonio Fallico

Le sanzioni sono uno strumento che viola il diritto e causa la crisi economica russa perché rompono la fiducia tra Russia ed Europa. Il business deve fare pressione sulla politica, e farle capire che essa è chiamata a rispecchiare l'interesse delle famiglie e del business. Se non ci riusciamo vuol dire che abbiamo fallito. L'Italia ha tutte le carte in regola per unire Europa ed Eurasia e lo riscontriamo con la nostra presenza sul campo. Abbiamo istituito un'associazione ed ora un forum dove partecipano più di 1000 aziende europee e quest'anno abbiamo ospitato anche imprenditori da Cina e India. La piattaforma italiana non è una, ma "la" piattaforma per il dialogo tra Europa ed Eurasia, per aprire il corridoio di scambi da Lisbona a Vladivostok e Shangai. Dobbiamo ricordarci che non siamo avversari ma partners e che il nostro nemico comune oltre all'immigrazione è il modo di pensare per cui esista un paese che si arroga il diritto di fare il gendarme del mondo. — Antonio Fallico — presidente della Fondazione "Conoscere Eurasia".

In origine il "corridoio" di cui parla Fallico era quello che da Lisbona doveva passare per Kiev e raggiungere la Russia. Ora però che la fermata ucraina è stata "soppressa" a causa del colpo di stato del 2014 e delle sue conseguenze, tra cui l'imposizione delle sanzioni, lo scenario è cambiato. L'Italia, che a causa delle sanzioni ha perso molto, che ora cerca di costruirsi una nuova posizione al centro dell'Eurasia.

© SputnikTatyana Valovaya – "L’Ucraina sarebbe potuta diventare la Gran Bretagna dell’Unione Economica Euroasiatica"
Tatyana Valovaya – L’Ucraina sarebbe potuta diventare la Gran Bretagna dell’Unione Economica Euroasiatica - Sputnik Italia
Tatyana Valovaya – "L’Ucraina sarebbe potuta diventare la Gran Bretagna dell’Unione Economica Euroasiatica"

L'Italia è stata l'unico paese europeo presente attivamente al Congresso Eurasiatico di Mosca, con un video ponte da Roma, segno che l'interesse verso il mercato russo e verso quello, esteso, dell'Unione Economica Euroasiatica, è alto e si traduce in atti concreti. Nonostante le limitazioni imposte dalle sanzioni, prosegue la collaborazione tra Guardia di Finanza ed Agenzia delle Dogane russe e l'Italia insieme a Finlandia e Cina è uno dei paesi con cui è in vigore il regime di "corridoio verde" per lo scambio di merci. Laddove la politica dorme o è succube di interessi più grandi, il mondo economico si muove autonomamente. La prima riprova avverrà già il 9 dicembre prossimo, quando a Mosca il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov incontrerà gli imprenditori italiani presenti nella Federazione Russa.

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