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Finlandia, ministro Giustizia: profughi richiedenti asilo dovrebbero iniziare a lavorare

© AFP 2021 / LEHTIKUVA/Panu PohjolaProfughi
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Il ministro della Giustizia e del Lavoro della Finlandia Jari Lindström ha dichiarato di voler rafforzare l'integrazione dei migranti presenti nel Paese. Ha evidenziato come i profughi debbano essere messi nelle condizioni di lavorare durante la valutazione della domanda d'asilo.

Lindström offre ai rifugiati di occuparsi di lavori stagionali, come ad esempio la raccolta delle bacche o come spalatori per ripulire le strade dalla neve. Questi lavori non saranno pagati: secondo la legge finlandese, una persona che non ha il permesso di soggiorno non ha diritto a lavorare con regolare stipendio.

"Invece di giocare a calcio o a carte, potrebbero fare qualcosa di utile," — ha detto Lindström in una conferenza stampa.

I richiedenti asilo potrebbero ad esempio pulire i centri di accoglienza, imbiancare le pareti, o fare qualsiasi altra attività utile.

"L'idea è di fondo è fare qualcosa di utile, di partecipare alla vita della società… Allora capiranno sin da subito che la società finlandese si basa su persone che lavorano e pagano le tasse," — ha osservato Lindström.

Il ministro ritiene che il lavoro possa aiutare i rifugiati ad imparare il finlandese.

Secondo Jari Lindström, bisogna proporre ai profughi di firmare un accordo in cui si impegnano a vivere con le regole della società finlandese. Dopodichè un rifugiato non potrà dire di non conoscere le regole della società, ritiene Lindström.

Per lavorare ricevendo un regolare stipendio, i richiedenti asilo hanno bisogno di ottenere il permesso di soggiorno in Finlandia. Il permesso di lavoro non viene ottenuto immediatamente, ma solo dopo 3-6 mesi di soggiorno nel Paese. Attualmente la Finlandia sta considerando la possibilità di ridurre questo periodo per permettere al maggior numero di immigrati di essere remunerati per il lavoro svolto.

Secondo il ministro, i richiedenti asilo che hanno il permesso di soggiornare nel Paese finiscono nello stesso mercato del lavoro come i disoccupati finlandesi. Pertanto non occorre creare un sistema separato per la ricerca di lavoro.

"Per loro valgono le stesse leggi come per gli altri, non ci sono scorciatoie," — afferma Lindström.

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