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Chi aiuterà a risolvere il conflitto tra Russia e Turchia?

© Sputnik . Sergey Guneev / Vai alla galleria fotograficaNursultan Nazarbayev
Nursultan Nazarbayev - Sputnik Italia
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Tuttavia un confronto prolungato non giova agli interessi di entrambe le parti e in questa situazione vi è spazio per possibili mediatori.

Mosca conta grazie a decisioni dure di spingere Erdogan a scusarsi rapidamente, ammettendo in un modo o nell'altro l'errore turco. Se questo piano funzionerà, i rapporti tra i due Paesi non faranno in tempo a rovinarsi, se le scuse non arriveranno le sanzioni economiche rimarranno in vigore fino alla risoluzione del caso Su-24. Al momento ci sono tre scenari principali per lo sviluppo della situazione, scrive il quotidiano "Vzglyad".

Nel primo, il conflitto si inasprirà nel prossimo futuro fino a degenerare in rapporti pessimi tra i due Paesi. Entrambe le parti faranno del loro meglio per farsi male a vicenda.

L'apice di un tale scenario potrebbe essere un conflitto militare tra i due Paesi. Una riconciliazione sarà possibile "dopo la guerra", ovvero anni dopo. Questo scenario è altamente improbabile, in quanto nei piani di Mosca e nei piani di Ankara non è previsto protrarre le tensioni nel lungo periodo.

Nel secondo, lo scenario più ottimistico, prefigura la presa di coscienza di Ankara degli svantaggi di un braccio di ferro nel lungo termine.

Tutto dipenderà dalla linea strategica di Erdogan e Davutoglu: se oggettivamente valuteranno i danni (soprattutto geopolitici), che causerà la perdita della Russia per il futuro della Turchia stessa, cercheranno di fare tutto il possibile per ripristinare le relazioni.

Il terzo scenario prevede che le parti non entreranno in un confronto globale, anche se le relazioni rimarranno gravemente compromesse. In questo scenario c'è posto per un possibile mediatore.

Chi potrebbe essere?

Non possono essere gli Stati Uniti, per i quali in linea di principio non è conveniente una riconciliazione tra la Russia e la Turchia. Erdogan non chiederebbe mai ad Obama di mediare, mentre Putin non accetterebbe questa mediazione. Anche i leader dell'Europa sono da escludere: Hollande e Merkel non hanno stretti rapporti con Erdogan e il presidente turco è attualmente impegnato in un gioco snervante con l'Unione Europea, dove non gli converrebbe dimostrare il suo interesse per la Russia. Erdogan ha rapporti difficili anche con la Cina: per Pechino è molto importante la Turchia per la "Nuova Via della Seta", ma i cinesi sono molto delusi dal sostegno di Ankara ai separatisti uiguri.

Restano i Paesi post-sovietici, l'Azerbaigian e il Kazakistan. Aliyev e Nazarbayev di fatto si sono quasi autocandidati al ruolo di intermediari. Il presidente del Kazakistan è personalmente molto vicino a Vladimir Putin e allo stesso modo ha buoni rapporti con Erdogan. Il presidente del Kazakistan ha chiesto 2 volte nei giorni scorsi di abbassare i toni. Ha proposto la creazione di una "commissione mista russo-turca" per indagare le circostanze dell'incidente, identificare i responsabili, punirli, riconoscere i propri errori e ripristinare i rapporti."

Nazarbayev ha sostenuto la posizione della Russia, dicendo che "il bombardiere russo abbattuto dalla Turchia non minacciava la Turchia", ed ha espresso malumore per il fatto che tutto quanto costruito insieme a lui possa "finire al macero."

Se Erdogan in un prossimo futuro non riuscirà ad uscire dalla trappola che si è creato e il conflitto avrà un carattere prolungato, Nursultan Nazarbayev potrebbe svolgere un ruolo importante di mediatore. Per aiutare il presidente turco a scegliere le parole giuste traducendo dal turco in russo e viceversa.

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