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La decisione della Germania di inviare i suoi soldati in Siria è controversa

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Il governo tedesco ha detto sì alla partecipazione della Bundeswehr (forze armate tedesche) nella missione contro il Daesh in Siria. Tuttavia, secondo il politologo Alexander Kamkin, rimane poco chiaro lo status del contingente tedesco e il suo ruolo nella risoluzione del conflitto siriano.

La Germania si sta preparando a lanciare una campagna militare contro i terroristi del Daesh (organizzazione terroristica illegale in Russia, nota anche come lo "Stato Islamico", ISIS). Il governo della Germania ha approvato la missione della Bundeswehr: 1.200 soldati saranno inviati in Siria per combattere i terroristi. Inoltre verranno coinvolti diversi aerei di ricognizione "Tornado", una fregata e un velivolo di rifornimento per supportare le operazioni. Il pacchetto di misure preparato dal governo sarà attuato dopo il voto favorevole del Bundestag.

Secondo il ricercatore del Centro per gli studi tedeschi presso l'Istituto d'Europa dell'Accademia Russa delle Scienze Alexander Kamkin, nel Parlamento tedesco manca l'unanimità su questo tema.

"Suscita grandi dubbi lo status di questo contingente, dal momento che non c'è stato alcun accordo e nessuna approvazione da Damasco. Pertanto non capiscono lo status del contingente militare della Bundeswehr, dove sarà schierato e contro chi realmente verrà utilizzato. Con chi collaboreranno i soldati tedeschi? Con le milizie curde, come fanno gli americani, o coi cosiddetti islamici moderati con cui collabora la Turchia? Non sono state fatte dichiarazioni in merito alla parte con cui i militari tedeschi si coordineranno sul campo,"- ha detto Alexander Kamkin a "Sputnik".

Secondo il ricercatore, la decisione del governo tedesco può essere definita controversa. "La decisione è più che discutibile, non porterà tranquillità nella regione. Al contrario dividerà ancora di più la sfera degli interessi tra la coalizione, che in realtà sta cercando di aiutare il popolo siriano a trovare la pace nel proprio Paese, e la coalizione "fantomatica" che sta ancora cercando di imporre in Siria un altro ordine mondiale," — ritiene l'analista.

Ha osservato che al momento la Germania non ha tentato di coordinare le sue azioni con la Russia, ma potrebbe interagire con la Turchia e gli Stati Uniti.

"Logicamente, prima di decidere di inviare truppe, si dovrebbero svolgere consultazioni al massimo livello. Soprattutto ora che la Russia e altri Paesi della regione stanno operando attivamente. Pertanto legherei questa decisione sufficientemente spontanea con il tacito accordo con il governo turco per impedire l'afflusso di profughi in Europa attraverso la Turchia. E' solo una supposizione. Ma la spontaneità della decisione, soprattutto in considerazione della forte riluttanza del governo tedesco ad inviare le proprie truppe all'estero in ogni posto, solleva interrogativi. Inoltre, sono più che sicuro che dietro le quinte i tedeschi e gli americani hanno negoziato. — La Germania è uno dei punti fermi della NATO. Pertanto è difficile definire la decisione tedesca completamente indipendente", — ha detto Alexander Kamkin.

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