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Allarme da UK: Daesh mira al traffico di eroina

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Analisti britannici confermano quanto già affermato dal direttore dei servizi federali anti droga di Mosca: dopo i raid subiti sulle strutture petrolifere i miliziani del Califfato attivi sulla rotta dell'oppio in Afghanistan e Iraq.

Le ridotte capacità di approvvigionamento finanziario del Daesh grazie ai raid sulle strutture petrolifere sotto il suo diretto controllo, stanno spingendo gli uomini di Al Baghdadi alla ricerca di nuove fonti di guadagno. L'allarme arriva in queste ore dal Regno Unito, dove diversi analisti hanno segnalato la crescente presenza di contatti tra miliziani del Daesh e la rete del traffico internazionale di stupefacenti.

"Mentre vengono a ridursi forme di profitto come quelle garantite dal petrolio, a causa dei raid sulla Siria e sull'Iraq, è ovvio che essi cerchino nuove entrate".

Così Tom Keatinge, analista britannico a capo del Royal United Service Institute, che ha sottolineato come, cartina geografica alla mano, le principali rotte dell'oppio e dell'eroina che attraversano Iraq e Afghanistan, a parere di Keatinge ricche di "denaro da intercettare", si trovino zone controllate dai miliziani fondamentalisti.

Recentemente era stato Viktor Ivanov a lanciare lo stesso allarme. Il direttore del servizio federale anti droga di Mosca aveva infatti riferito di contatti già avviati, stando alle informazioni in possesso agli uffici da lui diretti, con trafficanti di eroina per un giro di affari ch si attesterebbe già attorno al miliardo di dollari. 

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