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Mattarella a Strasburgo: Momento drammatico, serve unità

© REUTERS / Alessandro BianchiPresidente italiano eletto Sergio Mattarella, il 3 febbraio
Presidente italiano eletto Sergio Mattarella, il 3 febbraio - Sputnik Italia
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Il presidente della Repubblica italiana nel suo primo intervento al Parlamento Europeo: Bruxelles, Copenaghen, Londra, Madrid, Parigi, lacerazioni dolorose e incancellabili sul corpo della nostra Unione.

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Mattarella: L'Italia con i suoi militari per la pace
Il mondo ha bisogno dell'Europa. E l'Europa ha bisogno di aggiornare le sue regole per governare i nuovi fenomeni. E' questo il senso delle parole che ieri Sergio Mattarella ha pronunciato a Strasburgo, nell'aula del Parlamento Europeo.

Nel suo primo discorso da capo dello Stato, il presidente si è rivolto agli eurodeputati, soffermandosi in particolare sulle due grandi tematiche che l'Unione ha di fronte a sé: la minaccia del terrorismo jihadista globale e la sfida dell'accoglienza, rea ancor più complessa da schemi che, per usare le parole di Mattarella "fotografano un passato che non c'è più".

"Prendo la parola in un momento particolarmente drammatico per tutti noi. L'Europa è ferita: Bruxelles, Copenaghen, Londra, Madrid, Parigi, sono altrettante lacerazioni, dolorose e incancellabili, sul corpo della nostra Unione".

Così Mattarella ha aperto il suo intervento, sottolineando la necessità di un'Europa forte e coesa per "favorire le necessarie convergenze internazionali per la Siria, l'Iraq, per la Libia" per sconfiggere quelle che ha definito le "forze del disordine e del terrore".

Il presidente italiano, che prima e dopo il suo discorso ha incontrato il presidente della Commissione Jean Claude Juncker ed il presidente del Parlamento Martin Schultz, ha poi parlato della necessità di superare le regole di Dublino.

"L'Europa aggiorni le sue regole — ha ammonito — Servono nuove regole improntate ai principi di umanità e sicurezza, solidarietà e responsabilità. La scelta — ha concluso — è tra un'Europa che affronta i fenomeni cercando di governarli e un'Europa che li subisce". 

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