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Come può uno scoglio, arginare il mare? Gli USA mandano 50 (!) uomini in Siria

© Sputnik . Sergey Guneev / Vai alla galleria fotograficaPutin e Obama al g8 del 2013
Putin e Obama al g8 del 2013 - Sputnik Italia
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Il presidente Obama ha preso la decisione di inviare uno squadrone di 50 uomini in Siria per svolgere compiti di formazione militare sul posto con l'obiettivo di annichilire l'ISIS. Allo stesso modo il presidente americano ha inviato 3500 istruttori militari in Iraq.

Il presidente Obama ha sempre basato la sua strategia in materia di difesa sulla politica del ritiro delle truppe americane da Iraq e Afghanistan. Nonostante questo, quando la Russia ha iniziato i suoi attacchi aerei in supporto al presidente siriano Assad, Obama è stato obbligato a rivedere la sua strategia. Il senatore repubblicano John Mc Cain ha criticato le azioni di Obama, definendole insufficienti e molti esperti hanno commentato dicendo che Obama non ha nessuna strategia. Mandare 50 persone a questo punto è troppo poco e troppo tardi. Viene da concludere dicendo che la risposta di Obama all'operazione del presidente Putin è un mero tentativo di crearsi un alibi.

I passi compiuti da Obama danneggiano la sua reputazione futura e difficilmente migliorano la percezione che ha di lui oggi l'opinione pubblica. La situazione in Siria oggi va secondo l'agenda di Putin. Il presidente Assad rimarrà al potere, mentre gli USA e la Russia, insieme ad Arabia e Turchia pro-sunnite ed Iran pro-sciiti scriveranno la road map per la transizione verso la pace, la distruzione dell'ISIS e la stabilizzazione della regione.

E' ormai passato un mese da quando la Russia ha lanciato i suoi attacchi in Siria. Gli analisti del "Jane's information group" tracciano questo bilancio:  

Aumentando la loro assistenza alla Siria, Russia e Iran sostengono direttamente l'amministrazione di Assad.

I bombardamenti della Russia sono compiuti al fine di migliorare la situazione a Damasco, Homs, Hama ed Aleppo, tutti luoghi sotto il controllo del presidente Assad.

Russi e americani in Siria seguono agende differenti.

La Russia inizierà a diminuire i raid più massicci contro l'ISIS soltanto quando i colloqui di pace diventeranno possibili, oppure quando l'opposizione sunnita si siederà al tavolo dei negoziati e con la posizione di Assad garantita.

© Sputnik . Vitaly PodvitskyL'esercito siriano libero
L'esercito siriano libero - Sputnik Italia
L'esercito siriano libero

La debolezza dell'amministrazione di Assad

Russia e Iran hanno intensificato il loro aiuto alla Siria, mentre per lo stesso Assad è sempre più difficile sostenere il proprio esercito. Assad dipende dalla minoranza alavita della popolazione. Se la guerra civile continuerà l'unico supporto che Assad può aspettarsi dagli alaviti verrà meno. Un simile scenario darebbe nuova forza ai sunniti, dato che essi rappresentano la maggioranza della popolazione del paese. L'analista del Jane's information Group a questo proposito si dice sicuro del fatto che sia Russia, sia Iran faranno pressione contro Assad affinchè questi faccia pace con i sunniti.

Allo scorso incontro di Vienna i ministri degli Esteri di USA, Russia, Francia, Germania, Arabia Saudita, Turchia, Iran, Iraq, Qatar e Giordania si sono spaccati sulla sorte di Assad. Gli USA e gli altri paesi occidentali, più Arabia Saudita e Turchia vogliono che se ne vada, mentre Russia e Iran si oppongono:  lo scoglio fra le due fazioni sembra insormontabile

I motivi del successo della tattica di Putin

In un modo o nell'altro la strategia di Vladimir Putin, combinando forza e diplomazia sta dando dei risultati. La Siria sta recuperando il suo status di paese cardine nel Medioriente, la Russia sull'arena internazionale tiene in scacco gli USA, la potenza militare russa è sotto gli occhi di tutti, si solidificano le precondizioni affinchè i paesi occidentali pongano fine alle sanzioni imposte contro la Russia per la crisi ucraina. Questi sono gli obiettivi di Putin, il quale rispetto al presidente Obama, sta acquisendo una leadership intraprendente ed eloquente.

Il 20 e 22 ottobre è stato annunciato il completamento della base militare russa nell'oceano artico, vicino alla cresta Lomonosov, un'area ricca di risorse naturali. La Russia sta costruendo altre tre basi nell'Artico che accoglieranno le prime truppe entro il 2018.

Il 22 ottobre la Russia ha annunciato la costruzione di una base militare sulle isole Curili.

Il 22 ottobre  la frazione pro-russa del parlamento moldavo ha proposto una mozione di sfiducia nei confronti dell'esecutivo attuale per il suo corso filo occidentale.

Il 23 ottobre il ministro della Difesa della Bielorussia ha rifiutato le proposte della Russia di installare una base aerea in Bielorussia, ma in parallelo ha chiesto di prendere misure effettive contro lo sviluppo della NATO in Polonia.

Il 23 ottobre il ministro degli Esteri russo ha annunciato misure in tandem con la Giordania per bombardare gli obiettivi in Siria.

Il 23 ottobre il ministero degli Esteri russo ha chiesto ed ottenuto che Egitto e Iran venissero ammessi ai colloqui di pace sulla Siria.

Il 27 ottobre la Russia ha fornito la propria disponibilità alla fornitura di elicotteri all'Egitto, qualora richiesti. L'Egitto acquisterà le Mistral francesi costruite per la Russia e poi non vendute.

 

© Sputnik . Mihail Metzel/POOLVladimir Putin e Barack Obama brindano alla colazione ufficiale organizzata da Ban Ki-moon,
Vladimir Putin e Barack Obama brindano alla colazione ufficiale organizzata da Ban Ki-moon, - Sputnik Italia
Vladimir Putin e Barack Obama brindano alla colazione ufficiale organizzata da Ban Ki-moon,

Se delle forze antigovernative si facessero largo in Afghanistan, espandendo la propria attività, la Russia ha già detto di essere pronta a fare il suo e contribuire al pattugliamento del confine tra Afghanistan e Tajikistan.

Non si può monitorare la crisi in Siria, in isolamento. Il presidente Putin sta cambiando il bilanciamento del potere globale, mentre l'influenza del presidente Obama si sta indebolendo. La diplomazia reale e la strategia militare di Putin creano nervosismo riguardo a quei paesi che erano sotto l'influenza sovietica ed ora stanno considerando la possibilità di finire nelle mani del leader russo.

Articolo originale pubblicato sul sito What they say about USA http://whattheysayaboutusa.com/military/20151104/91756/us-russia-military-syria.html

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