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Esperto: Turchia sta entrando in un periodo difficile

© REUTERS / Osman ÖrsalSostenitori del Partito Giustizia e Sviluppo di Erdogan, Turchia
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Il professor Ilias Kuskuvelis, autorevole politologo greco, ha commentato per Sputnik Türkiye i risultati delle elezioni anticipate in Turchia, vinte dal Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (AKP).

Il partito di Erdogan ha ricevuto il 49,4% dei voti e 317 seggi in parlamento, ha avuto cioè la maggioranza assoluta che rende possibile un governo monopartitico. Secondo Kuskuvelis, la vittoria di AKP è diventata possibile soltanto grazie agli sforzi intrapresi dal leader turco Recep Tayyip Erdogan.

L'esperto ha rilevato tuttavia che nonostante la vittoria, l'AKP non è riuscito ad aggiudicarsi 330 seggi necessari per avere la maggioranza costituzionale:

"Erdogan non è riuscito a conseguire il suo scopo più importante — avviare il processo di trasformazione del sistema parlamentare in una repubblica presidenziale, in quanto in conformità alla legge turca per promuovere un referendum sulle modifiche costituzionali occorre avere 330 seggi, serve cioè la maggioranza costituzionale", — ha detto Kuskuvelis.

Il politologo ha sottolineato che il clima di instabilità dovuto alla crescente minaccia del terrorismo, che ha regnato in Turchia negli ultimi mesi, ha giocato a favore di Erdogan. Secondo Kuskuvelis, gli ultimi eventi in Siria hanno ridestato l'interesse dell'Occidente per la Turchia (lo conferma in particolare la visita di Angela Merkel ad Istanbul), il che ha avuto un notevole ruolo per la vittoria dell'AKP.

Tuttavia, nonostante la vittoria indiscutibile, il partito di Erdogan dovrà affrontare un periodo difficile, perché la Turchia è assillata da tutta una serie di problemi gravi:

"Nella situazione in cui nel paese sta crescendo la tensione politica, quando i curdi sono decisi a far riconoscere la loro autonomia e in Siria continua la guerra civile, l'AKP può garantire soltanto una parvenza di stabilità. Nella sua politica interna il paese sta rapidamente percorrendo la strada dell'autocrazia alla turca, mentre sul versante della politica estera è già praticamente pronto a lanciarsi in una serie di avventure dall'esito incerto. Erdogan aumenterà la pressione sull'UE e sugli USA, chiedendo delle concessioni sulla Siria, sui migranti e sulla lotta all'ISIS. Inoltre, la posizione di Ankara sul problema di Cipro diventerà più rigida", — prevede l'esperto.     

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