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Turchia, pugno duro di Erdogan contro curdi e media

© Sputnik . Sergey Guneev / Vai alla galleria fotograficaPresidente turco Recep Tayyip Erdogan
Presidente turco Recep Tayyip Erdogan - Sputnik Italia
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Mentre riprendono i raid aerei contro le postazioni del Pkk nel sud est turco, vengono licenziati 58 giornalisti e sequestrate tutte le copie della rivista Nokta.

Non sono passate nemmeno 48 ore dalle elezioni in Turchia, che hanno visto il partito di Erdogan ritornare in possesso della maggioranza assoluta, e già si leva il pugno duro del presidente contro i rivali politici.

Sostenitori del Partito Giustizia e Sviluppo di Erdogan, Turchia - Sputnik Italia
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Nel sud est del Paese, sono ripresi i bombardamenti dell'aviazione di Ankara contro le postazioni del Pkk. Nei raid, sono state colpite postazioni e depositi di armi nelle zone di Hakkari, Metina, Zap, Avasin-Basyan, Hakurk, Gara e Qandil, mentre tre curdi sono stati uccisi durante scontri tra militanti e le forze dell'ordine. Nella zona le autorità di Ankara hanno imposto il coprifuoco.

Dura la replica del Pkk che, in una nota, ha denunciato: "Il governo ha deciso di persistere in una guerra che porterà la Turchia faccia a faccia con una grande crisi in casa e all'estero".

Nel resto del Paese si aggrava la stretta sugli oppositori del regime politico e sui media. Oggi sono stati licenziati 58 giornalisti del gruppo Ipek, holding ritenuta legata all'organizzazione Hizmet di Fethullah Gulen, l'imam in esilio, e sono state arrestate 35 persone, che sarebbero collegate allo stesso Gulen, con l'accusa di spionaggio militare.

Alcuni giornalisti sono stati licenziati dagli amministratori nominati dal tribunale turco che la scorsa settimana ha commissariato la società che controlla i quotidiani Bugun e Millet e i canali Bugun tv e Kanalturk. Tra  loro, anche il caporedattore di Bugun, Bulent Ceyhan, e il redattore Kamil Maman, già fermati dalla polizia nei giorni antecedenti alle elezioni.

Altri provvedimenti di licenziamento nei confronti di giornalisti fanno seguito invece al sequestro della rivista Nokta e all'arresto del direttore, Cevheri Guven, e del caporedattore, Murat Capan, ordinato dalla procura di Istanbul con l'accusa di tentato golpe per la copertina con foto di Erdogan in cui si salutava la vittoria dell'Akp come "l'inizio della guerra civile turca". 

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