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Pentagono: “Presenza militare nel Mediterraneo va rafforzata”

© Foto : Pubblico dominioIl Pentagono, il quartier generale del Dipartimento della difesa statunitense.
Il Pentagono, il quartier generale del Dipartimento della difesa statunitense. - Sputnik Italia
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Obiettivo: “mantenere un appropriato equilibrio delle forze”. O forse, recuperare l'ormai perduto predominio.

Pentagono, USA - Sputnik Italia
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Al Pentagono stanno prendendo seriamente in considerazione l'idea di aumentare la presenza di navi da guerra e sottomarini nel Mare Mediterraneo. Secondo il comandante della Us Navy, l'ammiraglio John Richardson, gli Stati Uniti debbono fronteggiare l'aumentata presenza delle navi da guerra e dei sottomarini russi, che operano in un raggio d'azione che spazia dal Mar Nero e dal Mediterraneo fino all'Oceano Pacifico.

In una dichiarazione al Financial Times, l'ammiraglio spiega i timori del Pentagono che, difronte a un "attivismo navale russo che non ha confronti negli ultimi 20 anni", avrebbe come unico obiettivo quello di "mantenere un appropriato equilibrio delle forze".

Sebbene alcune delle accresciute attività navali russe abbiano a che fare con il coinvolgimento di Mosca nel conflitto in Siria, è stato lo stesso capo di stato maggiore della Marina russa a riferire che i pattugliamenti sottomarini sono aumentati del 50% rispetto al 2013,afferma Richardson. Perciò il Pentagono, sottolinea il Financial Times, segue con preoccupazione anche la costante attività di monitoraggio dei sommergibili russi lungo i fondali atlantici sui quali poggiano gli hub dei grandi cavi per le telecomunicazioni elettroniche, asset tanto prezioso quanto vulnerabile.

Alle dichiarazioni di Richardson, fa eco il ministro della Difesa statunitense, Ashton Carter, che, nel corso di una visita alla base dell'Esercito statunitense di Fort Wainwright, in Alaska, conferma un significativo rafforzamento della presenza militare Usa in Europa, con "azioni cui non ricorrevamo da 25 anni, dalla fine della guerra fredda, perchè durante questo periodo non abbiamo temuto l'insorgenza di eventuali conflitti in Europa. Ora invece, secondo Carter, dobbiamo pensare a contrastare l'aggressione" della Russia.

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