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Teheran resta ferma nel sostegno ad Assad

© AFP 2021 / LOUAI BESHARAIl presidente siriano Bashar al-Assad.
Il presidente siriano Bashar al-Assad. - Sputnik Italia
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Tensioni tra Riyadh e Teheran al vertice di Vienna. Il Wall Street Journal riferisce di un prossimo invio di truppe di terra Usa nel nord est della Siria.

Il governo iraniano resta fermo nel sostenere il presidente siriano Bashar al-Assad. Lo ha ribadito la delegazione di Teheran impegnata nei colloqui internazionali sulla crisi siriana a Vienna, attraverso l'agenzia di stampa Irna, smentendo le indiscrezioni, circolate nelle ultime ore su alcuni organi di stampa occidentali, in merito a un presunto cambio di rotta della Repubblica islamica.

La delegazione iraniana ha smentito, in particolare, le dichiarazioni attribuite al vice ministro degli Esteri, Hossein Amir Abdollahian, il quale ieri, secondo alcuni media, avrebbe detto che Teheran sarebbe favorevole all'idea che Assad ceda il potere tra sei mesi.

D'altra parte, il ministro degli Esteri saudita, Adel Al-Jubeir, secondo l'agenzia Dire, si fa portavoce del dissenso di Riyadh all'iniziativa di Washington di coinvolgere anche il Paese persiano. L'Arabia Saudita, infatti, contrariamente a Teheran, vorrebbe vedere rovesciato l'esecutivo di Assad:

"Se non si comportano con serietà, ci fermeremo, perchè non vogliamo che diventi una perdita di tempo", ha dichiarato Al-Jubeir.

Al tavolo di Vienna per i colloqui sulla risoluzione della crisi siriana hanno preso parte, oltre a Stati Uniti, Russia, Arabia Saudita, Turchia, Iran e Francia, anche altri 11 Paesi assieme all'Unione europea e alle Nazioni Unite. Resta vuota la poltrona della Siria.

Intanto, mentre a Vienna si discute su una possibile soluzione politica alla guerra che sconvolge la Siria, un funzionario dell'amministrazione Obama riferisce al Wall Street Journal che a breve saranno inviate forze speciali Usa nel nord est della Siria, anche se, avverte il funzionario Usa, "non resteranno per molto tempo e non svolgeranno grandi missioni di terra su larga scala come quelle viste in Iraq e in Afghanistan".

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