Cancelliere dell’Austria non esclude disgregazione dell’UE

© AP Photo / Ronald Zak Werner Faymann, cancelliere austriaco
Werner Faymann, cancelliere austriaco - Sputnik Italia
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Il cancelliere dell’Austria Werner Faymann non esclude che la crisi dei migranti possa portare alla disgregazione dell’Unione Europea.

In un'intervista rilasciata il 24 ottobre a Kronen Zeitung, Faymann ha detto che i leader dell'UE devono scegliere tra l'Europa unita e una "tacita disgregazione dell'UE".

"La prima strada è difficile e potrebbe rivelarsi molto lunga, ma la seconda porterà al caos", — ha dichiarato Faymann.

Il cancelliere ha rilevato che difendere i confini esterni dell'UE è importante per arginare il flusso dei profughi, ma questo modo di operare non deve condurre alla situazione in cui ogni Stato dell'UE comincerà a costruire i muri.

Sempre sabato scorso, in un'intervista alla stessa edizione, il ministro dell'Interno austriaco Johanna Mikl-Leitner ha dichiarato che "i migranti sono sempre più suscettibili alle emozioni, tra di loro sta crescendo il panico". Ha anche rilevato che nel caso di disordini la polizia adotterà le misure che saranno necessarie.

Il ministro ha comunicato che ogni giorno in Austria arrivano 6,5 mila profughi, ma soltanto 4,5 mila proseguono poi fino alla Germania. Mikl-Leitner ha sottolineato anche la necessità di rafforzare la potezione dei confini della Grecia.

Il 22 ottobre è stato comunicato che la Germania ha deciso di velocizzare la procedura di rimpatrio dei profughi, ai quali è stato negato l'asilo in Germania. Adesso i migranti non saranno informati dell'imminente deportazione per evitare che possano fuggire. Oltre agli aerei di linea, per la deportazione si intende usare anche aerei dell'esercito.

Anche il governo della Slovenia ha chiesto aiuto dell'esercito. I militari si affiancheranno alle forze di polizia già dislocate al confine.

Il 17 ottobre, dopo alcune settimane del movimento incontrollato dei profughi provenienti dal Medio Oriente, il governo di Budapest ha chiuso la frontiera con la Croazia. Contemporaneamente è stato chiuso anche il tratto della frontiera con la Serbia. Per i profughi sono state create due zone di transito, dove possono registrarsi prima di entrare nel paese.

Il 22 settembre, con una maggioranza dei voti, il Consiglio Giustizia e Affari Interni dell'Unione Europea ha approvato un piano, in conformità al quale 120 mila profughi, che in quel momento si trovavano in Italia e Grecia, dovevano essere distribuiti tra altri paesi dell'UE. Contro questa decisione hanno votato Repubblica Ceca, Ungheria, Romania e Slovacchia. La Finlandia si è astenuta dal voto.

La crisi dei migranti sta scuotendo l'Europa da vari mesi. Dall'inizio dell'anno nell'UE sono sbarcati più di 500 mila profughi. Secondo le stime dell'ONU, nei prossimi due anni ce ne saranno almeno altri 850 mila.    

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