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USA mettono ad un bivio l'Iraq: “o noi o la Russia” per combattere ISIS

© AFP 2021 / YOUNIS AL-BAYATI Combattenti ISIS in Iraq
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Gli Stati Uniti hanno minacciato di smettere di aiutare l'Iraq nella lotta contro ISIS, in caso di richiesta di assistenza alla Russia. In questo caso Washington dovrà ammettere che i suoi sforzi sono stati vani, ritiene l'analista Yury Rogulev.

Gli USA hanno messo l'Iraq davanti ad un bivio. Il comandante del Joint Chiefs of Staff americano (Stato Maggiore) Joseph Dunford ha detto che aiuterà Baghdad a lottare contro i terroristi o Washington o Mosca, sicuramente non entrambi i Paesi. Secondo lui, il centro di analisi per lo scambio di informazioni tra l'Iraq, la Siria, l'Iran e la Russia non funzionato, pertanto le forze USA non potranno condurre operazioni in Iraq se allo stesso tempo interverranno i russi. L'assistenza fornita da Washington a Baghdad sarà messa in dubbio se inizierà l'operazione militare russa nel Paese. Il generale ha aggiunto che Washington era rimasta turbata quando il primo ministro iracheno Haider al-Abadi ha detto che avrebbe accolto con favore i raid aerei russi in Iraq.

In precedenza il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov aveva detto che la Russia non avrebbe esteso gli attacchi aerei sull'Iraq fino a quando non avrebbe ricevuto la richiesta ufficiale da parte delle autorità del Paese, come avvenuto con la Siria.

Il direttore della Fondazione di Studi sugli USA "Franklin Roosevelt" Yury Rogulev ritiene che l'efficacia della lotta degli Stati Uniti in Iraq contro i terroristi difficilmente ha accontentato la leadership irachena.

"Quasi la metà del territorio iracheno è occupato dai terroristi, la seconda città più grande dell'Iraq, Mosul, è nelle loro mani nonostante Baghdad goda del pieno sostegno degli Stati Uniti: Washington ha armato l'esercito iracheno, in Iraq si trovano consiglieri militari americani e sono state spese ingenti somme di denaro. Ma lo sviluppo degli eventi non soddisfa l'Iraq, mentre è noto l'apprezzamento iracheno per le azioni di Mosca in Medio Oriente", — ha detto Yury Rogulev su "Radio Sputnik".

Tutto questo, secondo lui, difficilmente può andar bene agli Stati Uniti.

"Ciò significa che tutti i loro sforzi per sostenere l'Iraq e i miliardi di dollari spesi hanno portato risultati opposti alle attese. L'influenza statunitense nella regione si ridurrà sensibilmente," osserva Yury Rogulev.

"Le autorità irachene, naturalmente, cercheranno di cavarsela, ma allo stesso tempo tergiversano gli Stati Uniti. Non vogliono lasciarsi sfuggire dalle loro mani l'Iraq. Dimostrerebbe l'inutilità della loro politica nella regione. Voglio ricordare che ancora prima l'Iraq si era rivolta alla Russia per le forniture di armi. La Russia ha fornito armi all'Iraq, tra cui aerei da combattimento da usare contro ISIS: ha fatto tutto con urgenza e in tempi rapidi. Quindi penso che tergiverseranno. Gli Stati Uniti possono certamente minacciare di privare completamente l'Iraq della sua assistenza, cosa ovviamente non vantaggiosa per l'Iraq. Ma d'altra parte si sta preparando l'incontro tra Sergey Lavrov e John Kerry con la partecipazione dell'Arabia Saudita. Non scompaiono dall'ordine del giorno i colloqui multilaterali," — ha osservato Yury Rogulev.

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