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L'Iraq guarda alla Russia per sconfiggere l'Isis

© AP PhotoSecurity forces defend their headquarters against attacks by Islamic State extremists during sand storm in the eastern part of Ramadi, the capital of Anbar province, 115 kilometers (70 miles) west of Baghdad, Iraq, Thursday, May 14, 2015
Security forces defend their headquarters against attacks by Islamic State extremists during sand storm in the eastern part of Ramadi, the capital of Anbar province, 115 kilometers (70 miles) west of Baghdad, Iraq, Thursday, May 14, 2015 - Sputnik Italia
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Due deputati iracheni difendono l'intervento russo in Siria contro il Califatto dopo i risultati ottenuti. Watani invita il governo iracheno a chiedere l'aiuto russo.

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In un'intervista ad Asia News, il parlamentare iracheno Yonadam Kanna, dell'Assyrian Democratic Movement, ha definito l'intervento russo "molto più efficace" nella lotta allo Stato Islamico, rispetto a quanto "fatto sinora dalla coalizione internazionale" guidata dagli Stati Uniti.

Secondo Kanna, "Europa e Stati Uniti non hanno sostenuto i movimenti democratici di opposizione in Siria, ma i terroristi".

Ora, prosegue il deputato cristiano, è necessario che Mosca "non vada per conto proprio, ma si coordini con le altre forze sul terreno come gli Stati Uniti", perché

anzitutto deve essere evitato che si pensi all'intervento russo come una manovra "per difendere gli sciiti dai sunniti, così come l'America e l'Occidente non devono sembrare i difensori dei sunniti dagli sciiti".

La soluzione del problema è che entrambi devono essere "uniti nella lotta al terrorismo" e "non devono sembrare difensori dei cristiani contro l'islam".

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Intanto, Mohammed al Saadoun Sayhood, deputato iracheno di Watani, coalizione parlamentare che raccoglie i principali partiti sciiti, ha invitato il governo di Baghdad a chiedere alla Russia di effettuare bombardamenti in Iraq. La situazione militare e di sicurezza in Iraq, secondo il parlamentare, è cambiata repentinamente dopo l'istituzione di un centro d'intelligence congiunto tra Russia, Iran, Siria e Iraq, situato a Baghdad, "evidenziando la debolezza dello Stato islamico e la superficialità degli Usa e della sua coalizione".

Secondo al Saadoun Sayhood, lo Stato islamico è "una bolla vuota" ingigantita dagli apparati dell'ex regime baathista di Saddam Hussein, dai media regionali e occidentali allo scopo di dividere l'Iraq e la regione per creare un nuovo progetto di Medio Oriente per estendere e proteggere l'entità sionista". 

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