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Per l’Occidente non è l’Isis, ma Mosca il vero problema

© AP Photo / Raqqa Media Center of the Islamic State groupCombattenti dell'ISIS
Combattenti dell'ISIS - Sputnik Italia
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I raid russi in Siria contro lo Stato Islamico continuano, uno dopo l’altro vengono colpiti obiettivi terroristici. L’intervento russo in Siria si trova però al centro di grandi polemiche in Occidente.

Anche in Italia, stando alla stampa, pare sia un problema se la Russia oltre che colpire i tagliagole dell’Isis bombardi anche i ribelli “moderati”, gli estremisti di Al-Qaeda, terroristi vari.

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Perché mai per l'Occidente eliminare i terroristi sarebbe un problema? È di questi giorni l'acceso dibattito per capire se l'Italia debba partecipare ad azioni militari contro l'Is e se la lotta al terrorismo rappresenti una priorità per il Paese.

Anche se sembra logico e scontato che l'Isis rappresenti una grave minaccia per tutti, Italia compresa, dalle dichiarazioni di questi giorni per i politici occidentali non è così. Non è l'Isis, come vediamo sui giornali, ma sempre Mosca il pericolo e la minaccia numero uno.

© Foto : fornita da Omar MinnitiUna manifestazione per esprimere solidarietà alla Russia e al suo intervento in Siria.
Una manifestazione per esprimere solidarietà alla Russia e al suo intervento in Siria. - Sputnik Italia
Una manifestazione per esprimere solidarietà alla Russia e al suo intervento in Siria.
Anche se appoggiare la Russia non va assolutamente di moda, c'è chi sostiene l'azione militare di Mosca in Siria contro lo Stato Islamico. A Budapest per esempio i giorni scorsi è stata organizzata una manifestazione per esprimere solidarietà alla Russia e al suo intervento in Siria. Sputnik Italia ne ha parlato con Omar Minniti, un attivista politico italiano da tempo residente in Ungheria, che era presente alla manifestazione.

— Omar, raccontaci come è andata la manifestazione svoltasi alcuni giorni fa a Budapest in sostegno della Russia e delle sue azioni in Siria?

— È stata organizzata una manifestazione da un'organizzazione giovanile ungherese di sinistra, il Miksz, assieme alla comunità siriana. Lo scopo dell'evento era esprimere la solidarietà alla Federazione russa per l'intervento militare in Siria contro lo Stato Islamico e gli altri gruppi terroristici. Alla manifestazione hanno partecipato numerosi ungheresi, ma soprattutto siriani residenti in Ungheria e altri stranieri che hanno supportato la necessità di un intervento russo in Medio Oriente.

— I siriani che hai conosciuto, che cosa ne pensano dell'intervento russo in Siria?

— Molti siriani vivono qui in Ungheria da tempo, la maggior parte dei siriani qui stanno dalla parte del governo e del presidente Assad ed hanno salutato positivamente l'intervento russo su richiesta del governo legittimo. I siriani erano presenti in piazza, hanno portato la loro bandiera, dei quadri con l'immagine del presidente Assad, ritratto con il presidente Putin. C'erano molto giovani della comunità siriana, nati qui in Ungheria, che sono comunque fortemente legati al loro Paese, che sta soffrendo la tragedia del terrorismo e della guerra voluta dall'Occidente.

— Vediamo che i mass media in Italia quando parlano dell' intervento russo in Siria esprimono malcontento quando i raid russi colpiscono oltre che i tagliagole dell'Isis, anche i terroristi di Al-Qaeda. Perché mai questo dovrebbe essere un problema per l'Occidente?

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— Perché alcuni gruppi terroristici sono stati fomentati, armati e finanziati direttamente dall'Occidente, dagli Stati Uniti ma anche da alcuni Paesi europei. È come colpire le loro marionette. I siriani ovviamente non hanno nessun problema sotto questo punto di vista, per loro tutti quelli che hanno preso in mano le armi contro il governo sono dei terroristi. Ovviamente esiste un'opposizione non armata, che ha partecipato alle ultime elezioni, rappresentata anche in Parlamento, che dialoga con il presidente Assad per la ricostruzione nazionale del Paese. Coloro che hanno preso le armi ed accettato finanziamenti da potenze straniere per destabilizzare il Paese, sono dei terroristi e come tali stanno venendo colpiti dalla Russia e dal legittimo governo siriano.

— Tu che vivi in Ungheria, raccontaci com'è visto lì l'intervento della Russia in Siria?

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— La maggioranza della popolazione ungherese, che la scorsa estate ha vissuto una forte crisi per via della migrazione di massa di centinaia di migliaia di rifugiati siriani, ha una visione molto positiva dell'intervento russo. Questo perché lo ritengono l'unica soluzione per porre fine al terrorismo e alla destabilizzazione di quelle zone. Per loro inoltre si tratta di un intervento legittimo perché richiesto dal governo di Damasco e perché secondo loro permetterebbe alle migliaia di siriani fuggiti di far ritorno nelle loro case.

— I mass media del Paese invece con quali toni descrivono l'intervento russo, come la stampa italiana?

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— Ci sono diversi media, alcuni d'opposizione fortemente schierati contro il governo di Orban e che sono vicini alla politica estera degli Stati Uniti e dell'Unione Europea. Sono ovviamente critici per rapporto all'intervento russo. Sostanzialmente buona parte dei mezzi di comunicazione hanno un atteggiamento positivo nei confronti dell'intervento russo. Anche tra la popolazione si manifestano questi sentimenti, parlando con gli ungheresi per strada, nei luoghi di lavoro, si capisce che hanno un atteggiamento positivo nei confronti di quest'azione militare, vista come unica soluzione radicale che possa risolvere il dramma del Medio Oriente e la crisi dei migranti.

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