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I dati INPS certificano la ripresa italiana

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L'ente previdenziale italiano diffonde i dati sul lavoro dei primi 9 mesi dell'anno: l'aumento dei lavoratori dipendenti bilancia i mancati introiti dovuti alla decontribuzione concessa alle aziende.

Dati in chiaroscuro quelli sui primi mesi del 2015 in tema di mercato del lavoro in Italia. Se da una parte infatti crescono in maniera importante i contributi versati dai lavoratori dipendenti, si è assistito in questi mesi anche alla creazione di un buco nei conti dell'INPS, dovuto agli effetti degli sgravi fiscali concessi dal governo alle aziende con la legge di Stabilità.

E' stata oggi Gabriella Di Michele, direttrice dell'ufficio Entrate dell'Ente presieduto dal professor Tito Boeri, a rendere note le cifre nel corso dell'audizione della commissione bicamerale degli Enti gestori.

"La ripresa economica si vede soprattutto nel lavoro dipendente".

Quest un passaggio dell'audizione della direttrice, che ha sottolineato "l'eclatante aumento" dei contributi versati dai lavoratori dipendenti, complessivamente 76,5 miliardi di euro, un +1,36% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

D'altro canto la stessa Di Michele ha dovuto ammettere che, per effetto della decontribuzione triennale promossa dal governo per le nuove assunzioni, le casse dell'INPS hanno registrato un mancato introito per 1,4 miliardi. La stessa Di Michele ha poi precisato che senza tali sgravi fiscali l'aumento degli incassi totali dell'ente previdenziale italiano sarebbero stati di oltre il 2,5%. 

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