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È scontro in Italia sulla riforma dei contratti

© Foto : Meeting RiminiIl ministro del lavoro Giuliano Poletti
Il ministro del lavoro Giuliano Poletti - Sputnik Italia
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Il ministro del Lavoro Poletti dopo l'interruzione delle trattative tra sindacati e Confindustria sulla riforma della contrattazione: Spero in un accordo.

È scontro aperto tra sindacati e Confindustria dopo l'ufficializzazione della rottura delle trattative sulla riforma dei contratti arrivata ieri da viale dell'Astronomia. E' stato lo stesso presidente dell'associazione di industriali italiani a mettere la parola fine al confronto, con dure accuse rivolte ai rappresentanti dei lavoratori.

"Mi sembra che le posizioni dei sindacati siano irrealistiche sul piano monetario e sul futuro del Paese. Sono mesi, almeno da luglio, che ci prendono a schiaffoni e rinunciano a tutte le nostre aperture. Ne prendiamo atto".

Queste le dichiarazioni tranchant di Giorgio Squinzi che, a proposito di eventuali interventi da parte del governo ha laconicamente affermato: "ci auguriamo che non si combinino danni". Le accuse del sindacato nelle parole del numero uno della Uil, uno dei principali sindacati italiani.

"Il presidente di Confindustria non la racconta giusta: si sono improvvisamente svegliati e fanno da sponda a un possibile intervento del governo" ha dichiarato Carmelo Barbagallo, ipotizzando una regia occulta dietro l'interruzione della trattativa. Il rischio, paventato anche dalle altre sigle, è che ci si possa avviare ad una riduzione generalizzata dei salari.

Il governo è intervenuto oggi nel dibattito per bocca del ministro del Lavoro Giuliano Poletti che ha auspicato una ripresa del dialogo, ribadendo che ogni intervento dell'esecutivo è subordinato al confronto tra i rappresentanti delle categorie.

"Il tema della contrattazione riguarda le parti sociali — ha affermato il ministro — il governo convocherà le parti quando sarà il momento, ma credo sia utile avere ancora una fase di riflessione nella quale le parti possano considerare la situazione che si è determinata. Poi — ha concluso Poletti — a quel punto vedremo". 

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