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Medio Oriente, Lavrov: interventi esterni rischiano di creare caos

© Sputnik . Michael KlimentyevMinistro degli Esteri Sergej Lavrov
Ministro degli Esteri Sergej Lavrov - Sputnik Italia
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Per il ministro degli Esteri russo bisogna evitare di ripetere gli errori già commessi e coinvolgere, soprattutto in Siria, il popolo, il governo e le opposizioni per riavviare il processo politico delle riforme.

Promuovere le riforme politiche in Medio Oriente è cosa necessaria, ma gli interventi esterni che finiscono per creare caos per il bene della democrazia rischiano di spezzare numerosi paesi dell'area in enclave più piccole. Lo ha affermato oggi da New York il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, intervistato dalla rete televisiva RT.

Secondo la posizione di Mosca — ha spiegato Lavrov — "la priorità assoluta in questo momento è impedire ai terroristi di rovinare il Medio Oriente come lo conosciamo, rovinare quel Medio Oriente che è stato la culla di tre grandi religioni". Al tempo stesso — ha proseguito il ministro degli Esteri russo — bisogna "assicurarsi che vengano promosse tutte le riforme politiche necessarie". Riforme che però — ha avvertito — andranno portate avanti "in modo da non ripetere gli errori commessi in Iraq o in Libia", dove "l'intervento esterno effettuato con l'intento di democratizzare tali paesi si è rivelato un vero e proprio invito per il caos, con il grosso rischio di una scomparsa di fatto di queste nazioni, divise in tre, quattro o cinque enclave più piccole.

Secondo Lavrov, "la lotta al terrorismo in Medio Oriente, e in particolare in Siria, e l'applicazione delle riforme non dovrebbero essere appannaggio di forze esterna, ma coinvolgere il governo colpito dal fenomeno del terrorismo". Sia il contrasto al terrorismo che le riforme in ambito politico — ha sottolineato il ministro degli Esteri russo — "dovrebbero andare di pari passo". È molto importante — ha proseguito Lavrov — "incoraggiare gli stessi siriani, il governo e tutti i gruppi dell'opposizione per far partire un processo politico e avviare una discussione sul possibile futuro del paese".    

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